AMMONIEMIA

SIGNIFICATO CLINICO
L‘ammonio è un prodotto azotato che deriva dalla deaminazione degli aminoacidi e dalle fermentazioni batteriche intestinali. E’ un metabolita molto tossico per il Sistema Nervioso Centrale e deve essere rapidamente trasformato in urea dal fegato. Viene anche utilizzato dal rene come trasportatore di ioni idrogeno sotto forma di NH4+.
La concentrazione fisiologica dell’ammonio è bassa (<40 micromol/l). Una dieta ricca di proteine tende ad aumentarne la concentrazione; una dieta scarsa o vegetariana tende a diminuirla.
Aumenti dell’ammoniemia nel neonato possono essere dovuti a deficit enzimatici congeniti. Più comunemente l’iperammoniemia riconosce una causa secondaria ad insufficienza epatica severa, poiché il fegato è l’unico organo capace di eliminare l’ammonio (funzione detossicante).

INDICAZIONI CLINICHE
Insufficienza epatica di grado severo, encefalopatia epatica, sindrome di Reye, sanguinamento di varici esofagee, shunt porto-cavale, monitoraggio nella terapia con acido valproico.

TIPO DI CAMPIONE
Il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue

PREPARAZIONE
E’ necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore, è ammessa l’assunzione di una modica quantità di acqua.

VALORI DI RIFERIMENTO
Donna:      5-80   µg/dl
Maschi:     5-100 µg/dl

NOTE
Acido valproico, barbiturici, analgesici, diuretici, etanolo possono provocare interferenze. Aumenti possono verificarsi nell’iperalimentazione e nell’insufficienza renale. Neomicina, lattulosio, diete ipoproteiche ne abbassano la concentrazione.
L’aumento dell’ammonio è un importante fattore nella genesi dell’encefalopatia epatica, tuttavia non esiste una stretta correlazione tra livelli di ammonio nel sangue e sofferenza cerebrale. Si ricorda che nel neonato i valori dell’ammoniemia sono più elevati che nell’adulto.

ESAMI  CORRELATI

Bilirubina, GOT, GPT, GGT, fosfatasi alcalina