Il Cytomegalovirus (CMV) è un virus comune, che causa infezioni generalmente asintomatiche o malattia lieve. In gravidanza, l’infezione può essere trasmessa al feto. E’ importante segnalare che il CMV è la più importante causa di sordità neurosensoriale non genetica nell’infanzia ed è secondo alla sindrome di Down come causa di ritardo mentale. Nei soggetti immunocompromessi si possono avere patologie gravi.Il test CMV ricerca gli anticorpi specifici presenti nel sangue e prodotti dall’organismo in risposta all’infezione, oppure direttamente il CMV DNA in vari campioni e liquidi biologici.Il Cytomegalovirus (CMV) è un virus che appartiene alla famiglia Herpesviridae e, come tutti gli altri membri, è in grado di stabilire latenza all’interno dell’organismo per tutta la vita, e quindi riattivarsi in caso di indebolimento del sistema immunitario (chemioterapia per un tumore, infezione da HIV, riceventi trapianto d’organo o di midollo, ecc). Il virus stabilisce latenza a livello di alcune cellule del sangue (linfociti T, linfociti B), delle cellule tubulari renali, delle ghiandole salivari e delle cellule epatiche. L’infezione da CMV può essere il risultato di un’infezione primaria o non primaria (riattivazione endogena con lo stesso ceppo della prima infezione o reinfezione con un ceppo diverso).L’uomo è l’unico serbatoio di infezione, la trasmissione avviene da persona a persona tramite i fluidi corporei, quali sangue, saliva, urina, liquido seminale, secrezione vaginale e latte materno oppure attraverso il contatto con oggetti contaminati. L’infezione quindi si trasmette facilmente nell’ambiente domestico e nelle comunità scolastiche. Il contagio può avvenire per contatto da persona a persona, prevalentemente tramite l’inalazione o l’ingestione di goccioline di saliva o di muco, più raramente mediante il contatto con l’urina. Infine, il CMV può essere trasmesso attraverso trasfusioni di sangue o emoderivati, con trapianti di midollo o di organi e dalla madre al figlio durante la gravidanza (infezione prenatale) o durante il parto (infezione perinatale) o con l’allattamento (infezione postnatale).Il CMV è diffuso in tutto il mondo e in tutti gli strati sociali della popolazione, particolarmente nei paesi in via di sviluppo e nelle aree caratterizzate da scarse risorse socioeconomiche. Si parla di prevalenza dell’infezione per indicare la percentuale di individui che possiedono anticorpi e che quindi sono stati infettati. Tale valore è del 90-100% in Africa, Sud America e Asia, del 40-60% in America del Nord, del 50% circa in Gran Bretagna, del 70-80% circa in Italia e negli altri Paesi europei. Le persone che per lavoro (operatori in scuole materne e nidi) o legami familiari sono a stretto contatto con i bambini, soprattutto se di età inferiore ai tre anni, sono a maggior rischio di infezione e mostrano un tasso di sieroconversione annuale del 10-20%. Si stima, infatti, che nel 10-40% dei casi i bambini piccoli eliminano il virus con le urine e con la saliva.La maggioranza delle persone contrae l’infezione durante l’infanzia o in giovane età. Gli individui con sintomatologia lieve possono presentare segni e sintomi aspecifici, come mal di gola, febbre, stanchezza e linfonodi ingrossati. Negli adulti, l’infezione da CMV può talvolta causare sintomi simili alla mononucleosi (mono), come estrema stanchezza, febbre, brividi, dolori muscolari e/o mal di testa e innalzamento delle transaminasi, che di solito si risolvono in poche settimane.Il CMV può causare considerevoli problemi di salute in diverse situazioni:

  • Una donna infettata per la prima volta (infezione primaria) durante la gravidanza può trasmettere l’infezione al feto attraverso la placenta. La prevalenza dei neonati infetti in USA è 0,5-2,2% dei nati vivi, in Italia è molto più bassa (0,15-0,5%) in quanto la prevalenza degli anticorpi è elevata e quindi le infezioni primarie in età adulta sono più rare. L’infezione può causare gravi problemi fisici e di sviluppo nel bambino. Il rischio di trasmissione al feto per infezione primaria materna è del 32% in totale: 30%-40% nel primo e secondo trimestre e 40%-70% nel terzo trimestre. Il rischio di trasmissione a seguito di un’infezione secondaria è invece molto più basso (1-2%). Nelle infezioni primarie del primo trimestre l’infezione può anche causare aborto spontaneo e morte fetale. L’85-90% dei neonati infettati è asintomatico, il 10-15% presenta alla nascita sintomi da malattia citomegalica, che possono essere transitori (epatosplenomegalia, polmonite, ittero, convulsioni) o permanenti (microcefalia, ventricolomegalia, corioretinite, sordità neurosensoriale, deficit visivi, ritardo mentale, ritardo psicomotorio, ecc). Un ulteriore 8-15% dei neonati infetti ma apparentemente sani presenterà sequele tardive, nella maggior parte dei casi un difetto uditivo neurosensoriale più o meno grave. La comparsa di disabilità permanenti è più probabile nei bambini che mostrano i sintomi già alla nascita. Il CMV può essere trasmesso dalla madre al neonato anche durante il parto (infezione perinatale) oppure attraverso l’allattamento (infezione postnatale). In genere, la trasmissione perinatale e postnatale del CMV non è associata alla comparsa di un’infezione di tipo sintomatico o di sequele neurologiche, se non in rare eccezioni, come ad esempio nei bambini prematuri o con basso peso alla nascita.
  • Il CMV può causare gravi malattie nelle persone immunodepresse, come coloro che sono affetti da HIV/AIDS, coloro che hanno ricevuto un trapianto di organi solidi o di midollo, nei pazienti con tumore sottoposti a chemioterapia. Questi individui possono manifestare sintomi più gravi, l’infezione da CMV può essere più duratura e il CMV può riattivarsi con maggiore frequenza, causando infezione in varie sedi:
  • Occhi, causando infiammazione della retina (retinite), che può portare a cecità
  • Apparato digerente, causando diarrea ematica e dolore addominale
  • Polmoni, causando polmonite con tosse non produttiva e difficoltà respiratorie
  • Encefalo, causando encefalite
  • Fegato e milza (epatosplenomegalia, epatite)
  • Pancreas (causando pancreatiti)
  • Cuore (causando miocarditi)

Inoltre, un’infezione da CMV può causare il rigetto di un trapianto e deprimere ulteriormente il sistema immunitario, favorendo il verificarsi d’infezioni secondarie come le infezioni fungine.

Cytomegalovirus (CMV) is a common virus, causing usually asymptomatic infections or mild disease. During pregnancy, the infection can be transmitted to the fetus. It is important to note that CMV is the most important cause of non-genetic sensorineural deafness in childhood and is second to Down syndrome as a cause of mental retardation. Serious pathologies can occur in immunocompromised subjects.The CMV test searches for specific antibodies present in the blood and produced by the body in response to infection, or directly for CMV DNA in various samples and biological fluids.Cytomegalovirus (CMV) is a virus that belongs to the Herpesviridae family and, like all other members, is able to establish latency within the body for life, and therefore reactivate in case of weakening of the immune system (chemotherapy for cancer, HIV infection, organ or bone marrow transplant recipients, etc.). The virus establishes latency in some blood cells (T lymphocytes, B lymphocytes), renal tubular cells, salivary glands and liver cells. CMV infection can be the result of a primary or non-primary infection (endogenous reactivation with the same strain as the first infection or reinfection with a different strain).Man is the only reservoir of infection, transmission occurs from person to person through body fluids, such as blood, saliva, urine, seminal fluid, vaginal secretion and breast milk or through contact with contaminated objects. The infection is therefore easily transmitted in the home environment and in school communities. Contagion can occur by person-to-person contact, mainly by inhaling or ingesting droplets of saliva or mucus, more rarely by contact with urine. Finally, CMV can be transmitted through transfusions of blood or blood products, with bone marrow or organ transplants and from mother to child during pregnancy (prenatal infection) or during delivery (perinatal infection) or by breastfeeding (postnatal infection). .CMV is widespread throughout the world and in all social strata of the population, particularly in developing countries and in areas characterized by low socio-economic resources. We talk about the prevalence of the infection to indicate the percentage of individuals who possess antibodies and who have therefore been infected. This value is 90-100% in Africa, South America and Asia, 40-60% in North America, about 50% in Great Britain, about 70-80% in Italy and other European countries. People who are in close contact with children for work (operators in nursery schools and nursery schools) or family ties, especially if under the age of three, are at greater risk of infection and show an annual seroconversion rate of 10-20 %. In fact, it is estimated that in 10-40% of cases, young children eliminate the virus with urine and saliva.Most people become infected in childhood or at a young age. Individuals with mild symptoms may have nonspecific signs and symptoms, such as sore throat, fever, tiredness, and swollen lymph nodes. In adults, CMV infection can sometimes cause mononucleosis (mono)-like symptoms, such as extreme tiredness, fever, chills, body aches and/or headaches, and elevated transaminases, which usually resolve within a few weeks.CMV can cause considerable health problems in several situations:A Woman infected for the first time (primary infection) during pregnancy can transmit the infection across the placenta to her fetus. The prevalence of infected newborns in the USA is 0.5-2.2% of live births, in Italy it is much lower (0.15-0.5%) as the prevalence of antibodies is high and therefore primary infections in adulthood are rarer. The infection can cause serious physical and developmental problems in the child. The risk of transmission to the fetus from maternal primary infection is 32% overall: 30%-40% in the first and second trimester and 40%-70% in the third trimester. The risk of transmission following a secondary infection is much lower (1-2%). In primary infections of the first trimester, the infection can also cause miscarriage and fetal death. 85-90% of infected newborns are asymptomatic, 10-15% present at birth with symptoms of cytomegalic disease, which can be transient (hepatosplenomegaly, pneumonia, jaundice, convulsions) or permanent (microcephaly, ventriculomegaly, chorioretinitis, sensorineural hearing loss, visual impairment, mental retardation, psychomotor retardation, etc.). A further 8-15% of infected but apparently healthy infants will present late sequelae, in most cases a more or less serious sensorineural hearing defect. Permanent disabilities are more likely in children who show symptoms at birth.