La cocaina (benzoilmetilecgonina) è una sostanza stupefacente che agisce come potente stimolante del sistema nervoso centrale, vasocostrittore e anestetico. È un alcaloide che si ottiene dalle foglie della coca (Erythroxylum coca), pianta originaria del Sud America, principalmente del Perù, della Colombia e della Bolivia. La cocaina crea dipendenza,[2] è la seconda droga illegale più utilizzata a livello globale, dopo la cannabis.[3] I sintomi principali sono perdita di contatto con la realtà e sensazioni di felicità o agitazione.[4] I sintomi fisici possono includere battito cardiaco accelerato, sudorazione aumentata e dilatazione delle pupille.[5] Meccanismo di azione La cocaina agisce principalmente come inibitore del recupero delle monoamine (dopamina in primis ma anche serotonina e noradrenalina), ciò provoca un loro aumento di concentrazione a livello cerebrale che è causa dei suoi effetti psicoattivi (il rapporto di potenza di inibizione delle monoamine nel cervello di ratti è circa serotonina:dopamina= 2:3, serotonina:norepinefrina= 2:5). Agisce inoltre come antagonista dei canali del sodio (in analogia ad altri anestetici) e a ciò sono dovute le sue proprietà anestetiche. Si è vista interagire anche con i recettori 5-HT3 e 5-HT2 della serotonina, in particolare l’antagonismo ai primi e l’agonismo ai secondi sembrano essere coinvolti nella disinibizione motoria; i recettori sigma[23] su cui agisce da agonista (e che sembra giocare un ruolo nella immunosoppressione indotta dalla sostanza) ma anche i recettori NMDA e i D1 e D2 della dopamina.L’effetto farmacologico maggiore e meglio caratterizzato a livello del sistema nervoso centrale (SNC) è quello di bloccare il reuptake di dopamina da parte del terminale presinaptico dopo che questa è stata nel vallo intersinaptico; la rimozione della dopamina dal terminale sinaptico avviene per mezzo delle cosiddette proteine di trasporto (Dopamine Active Transporter, DAT) che trasportano il neurotrasmettitore dall’esterno all’interno del neurone. Il risultato è un aumento della quantità di dopamina (e delle altre monoamine per mezzo del blocco delle attività dei rispettivi trasportatori) a livello delle terminazioni sinaptiche dei neuroni dopaminergici del SNC. In particolare, si assiste a un aumento di dopamina nelle sinapsi fra le terminazioni dei neuroni che proiettano dall’area tegmentale ventrale e i neuroni del nucleo accumbens e della corteccia prefrontale mediale. L’inibizione cronica dei processi di recupero provoca, specie nel lungo termine, l’esaurimento delle riserve di neurotrasmettitore del neurone presinaptico, causando una sorta di affaticamento, che altera la normale risposta fisiologica dei circuiti cerebrali. Tutti questi meccanismi portano a una serie di adattamenti nella struttura e nella chimica del cervello che sono responsabili degli effetti di astinenza, tolleranza ed effetti collaterali post acuti (sintomi cognitivi e psichiatrici che includono ma non si limitano a depressione e ansia). Questi meccanismi includono tra gli altri il fenomeno della tolleranza inversa, un fenomeno di up-regulation che aumenta la quantità di recettori per la dopamina postsinaptici: la conseguenza è l’aumento di sensibilità del sistema con aumento degli effetti psicotropi positivi e negativi della cocaina. Il craving da cocaina (ricerca ossessiva della sostanza) è invece indotto dal desiderio di evitare le crisi d’astinenza e dalla diminuzione della normale capacità di provare piacere legata ai sistemi di ricompensa. In farmacologia la cocaina è anche considerata un anestetico locale, ottimo per l’anestesia delle mucose e delle vie aeree superiori. Agisce inoltre come potente vasocostrittore diminuendo i sanguinamenti nel corso di interventi chirurgici. Il suo uso in campo anestesiologico è stato tuttavia, per ovvi motivi, fortemente ridotto, a favore di derivati sintetici con effetti sistemici e psicotropi irrilevanti come la novocaina. Problemi legati all’uso e dipendenza Grafico comparativo sugli effetti negativi (dipendenza e danni fisici) delle varie droghe. Da notare come la cocaina occupi il secondo posto in assoluto per entrambi i parametri. Fonte: The LancetLa cocaina causa forte dipendenza psichica in chi ne fa uso. Dopo gli effetti di carattere eccitatorio, infatti, il consumatore di cocaina si sente spossato, stanco e completamente senza energie. Questo lo spinge a ripetere l’assunzione della droga per rivivere il benessere. Tale appagamento viene ricercato sebbene gli effetti negativi a livello psichico, reversibili e non, siano di primaria importanza. In relazione alla frequenza di assunzione e al contesto psico-ambientale, il soggetto dipendente dal consumo di cocaina modifica nel lungo termine e sempre più radicalmente la coscienza di sé e la percezione delle proprie azioni rispetto all’ambiente. Inoltre, a causa degli effetti della cocaina sia di tipo psicotropo sui freni inibitori, sia di tipo fisiologico sulla libido e sulla capacità erettile negli uomini. La dipendenza da cocaina, erroneamente ritenuta solo di tipo psicologico, ha anche un importante substrato fisico legato al neuro adattamento del sistema nervoso centrale ai suoi effetti. Gli studi sull’animale mostrano inoltre che le somministrazioni ripetute di cocaina inducono una degenerazione delle sinapsi dei neuroni dopaminergici in una specifica area del cervello (fascicolo retroflesso), con ripercussioni di tipo psicopatologico (psicosi, alterazioni della gratificazione).[52] Oltre a questi danni del cervello, l’atto di “sniffare” determina un danneggiamento progressivo dei tessuti interni e dei capillari del naso, con riduzione notevole della capacità olfattiva, può comportare frequenti perdite di sangue dal setto nasale, ulcere, perforazione delle cartilagini, con danni che possono portare alla necessità di interventi di chirurgia plastica. L’iperattivazione dell’apparato cardiovascolare, insieme con la vasocostrizione provocate dalla cocaina, sono causa di infarto e ictus. La cocaina, però, produce soprattutto danni a livello psichico, il consumo prolungato, infatti, porta a una progressiva modificazione dei tratti della personalità in senso paranoideo: prevale il sospetto, l’irritabilità, la sensazione di trovarsi in un ambiente ostile fino, talvolta, al delirio paranoide. La cocaina, infatti, blocca il riassorbimento di noradrenalina e dopamina, causando un eccesso della disponibilità di queste sostanze eccitanti, che possono alterare il funzionamento del cervello facendo comparire disturbi spesso non distinguibili da quelli causati da una psicosi. Il cocainomane è convinto di essere spiato, perseguitato, il tono dell’umore è disforico, in certi casi presenta allucinazioni (tipica la percezione di cimici che corrono sulla pelle, le “cocaine bug ” o allucinazioni visive denominate “bagliori della neve“). Frequenti sono gli attacchi di panico e uno stato di profonda depressione, che può durare anche alcune settimane. Ovviamente la reazione può essere influenzata da diversi fattori e sebbene l’uso di questa droga porti quasi sempre a modificare il comportamento del consumatore, si possono notare casi in cui pur non verificandosi attacchi di depressione o di panico, si osserva un’accentuazione di tratti patologici del soggetto stesso. La cocaina si distingue da altre sostanze psicotrope per l’elevata sensazione di adattamento che induce nel soggetto che l’assume ai ritmi di attività psico-fisica propri della società post-industriale e per il suo enorme grado di diffusione nelle società occidentali. Il traffico di questa sostanza costituisce una voce rilevante dell’economia globale.
Cocaine (benzoylmethylecgonine)Is a narcotic substance that acts as a potent central nervous system stimulant, vasoconstrictor, and anesthetic. It is an alkaloid obtained from coca leaves(Erythroxylum coca), plant native to South America, mainly Peru, Colombia and Bolivia. Cocaine is addictive, it is the second most used illegal drug globally, after cannabis. The main symptoms are loss of contact with reality and feelings of happiness or agitation. Physical symptoms can include rapid heart rate, increased sweating, and dilated pupils.Mechanism of actionCocaine acts mainly as an inhibitor of the recovery of monoamines (primarily dopamine but also serotonin and noradrenaline), this causes their concentration to increase in the brain which is the cause of its psychoactive effects (the inhibition power ratio of the monoamines in the brain of rats is approximately serotonin:dopamine=2:3, serotonin:norepinephrine=2:5). It also acts as an antagonist of sodium channels (in analogy to other anesthetics) and this is due to its anesthetic properties. It has also been seen to interact with the 5-HT3 and 5-HT2 receptors of serotonin, in particular the antagonism to the former and the agonism to the latter seem to be involved in motor disinhibition; the sigma receptors[23] on which it acts as an agonist (and which appears to play a role in drug-induced immunosuppression) but also the NMDA receptors and the dopamine D1 and D2 receptors. The greatest pharmacological effect is best characterized at the level of the central nervous system (CNS) is to block the reuptake of dopamine by the presynaptic terminal after it has been in the intersynaptic cleft; the removal of dopamine from the synaptic terminal takes place by means of the so-called transport proteins (Dopamine Active Transporter, DAT) which transport the neurotransmitter from the outside to the inside of the neuron. The result is an increase in the amount of dopamine (and other monoamines by blocking the activities of the respective transporters) at the level of the synaptic endings of the dopaminergic neurons of the CNS. In particular, there is an increase in dopamine in the synapses between the endings of neurons projecting from the ventral tegmental area and neurons in the nucleus accumbens and medial prefrontal cortex. The chronic inhibition of the recovery processes causes, especially in the long term, the depletion of the neurotransmitter reserves of the presynaptic neuron, causing a sort of fatigue, which alters the normal physiological response of the brain circuits. All of these mechanisms lead to a series of adaptations in brain structure and chemistry that are responsible for withdrawal effects, tolerance and post acute side effects (cognitive and psychiatric symptoms including but not limited to depression and anxiety). These mechanisms include, among others, the phenomenon of inverse tolerance, an up-regulation phenomenon which increases the quantity of postsynaptic dopamine receptors: the consequence is an increase in the sensitivity of the system with an increase in the positive and negative psychotropic effects of cocaine. Cocaine craving (obsessive search for the substance) is instead induced by the desire to avoid withdrawal crises and by the decrease in the normal ability to experience pleasure linked to reward systems. In pharmacology, cocaine is also considered a local anesthetic, excellent for anesthesia of the mucous membranes and upper airways. It also acts as a potent vasoconstrictor by decreasing bleeding during surgery. However, its use in the anesthesiological field has been, for obvious reasons, greatly reduced, in favor of synthetic derivatives with irrelevant systemic and psychotropic effects such as novocaine.
Problems related to use and addictionComparative graph on the negative effects (addiction and physical damage) of various drugs. It should be noted that cocaine occupies second place overall for both parameters. Source: The Lancet Cocaine causes strong psychic addiction in those who use it. In fact, after the excitatory effects, the cocaine user feels exhausted, tired and completely without energy. This prompts him to repeat taking the drug to revive well-being. This satisfaction is sought although the negative psychic effects, reversible and not, are of primary importance. In relation to the frequency of assumption and the psycho-environmental context, the subject addicted to cocaine consumption changes in the long term and more and more radically the self-awareness and the perception of one’s own actions with respect to the environment. Furthermore, due to the effects of cocaine both of a psychotropic type on inhibitory brakes and of a physiological type on the libido and on the
