Il test dell’antiglobulina diretto (TDC o Coombs diretto) rileva sulla superficie dei globuli rossi (GR) circolanti nel sangue la presenza di anticorpi, che ne determinano la distruzione. IGR presentano sulla superficie delle molecole chiamate antigeni. Ogni persona presenta sui globuli rossi i propri antigeni, ereditati dai genitori. Gli antigeni dei globuli rossi identificati più importanti sono gli A, i B e gli 0 e ogni persona può essere di gruppo sanguigno A, B, AB o 0 in accordo con la presenza o l’assenza di questi antigeni. Un altro importante antigene, presente sulla superficie dei globuli rossi è l’antigene D, facente parte del sistema Rh. Se l’antigene D è presente, allora la persona è di gruppo Rh positivo (Rh+), se è assente la persona è di gruppo Rh negativo (Rh-). Per informazioni più dettagliate, visitare la pagina Medicina trasfusionale. Sono inoltre presenti altri antigeni sulla superficie dei globuli rossi, meno conosciuti ma comunque clinicamente rilevanti: Kell, Duffy e Kidd.Ci sono diverse ragioni per cui gli anticorpi possono attaccare i globuli rossi:
- Dopo una trasfusione di sangue: se un soggetto riceve una trasfusione di sangue da un donatore che non corrisponde completamente al suo gruppo sanguigno, il suo organismo produrrà anticorpi che riconoscono i GR del donatore come estranei. (Per ulteriori informazioni sui gruppi sanguigni, vedere l’articolo sulla Tipizzazione del sangue). Questi anticorpi attaccano i GR del donatore, distruggendoli. I pazienti che ricevono molte trasfusioni di sangue sono esposti ad una maggior probabilità di produrre tali anticorpi. Se il paziente mostra i sintomi di una reazione avversa dopo una trasfusione, occorre eseguire un TCD per determinare se sono presenti anticorpi diretti contro i GR.
- Incompatibilità materno/fetale: il figlio può presentare sui suoi globuli rossi degli antigeni ereditati dal padre, che la madre non possiede. La madre può essere esposta a tali antigeni durante la gravidanza o al momento del parto: il sistema immunitario della madre può riconoscere i GR del figlio come estranei, producendo anticorpi diretti contro gli antigeni estranei. Gli anticorpi che attraversano la placenta, passando dal sangue della madre alla circolazione del bambino, attaccano i GR del bambino causando l’anemia emolitica nel neonato (MEN). Questa patologia solitamente non si manifesta durante la prima gravidanza, ma nelle successive, e nell’eventualità che la madre sia di gruppo Rh-negativo e il bambino Rh-positivo. IL TCD viene eseguito sul sangue del bambino per determinare la presenza di anticorpi sulla superficie dei globuli rossi. In passato, la causa più comune di malattia emolitica del neonato era la presenza di anticorpi diretti contro l’antigene Rh; ad oggi, la somministrazione di trattamenti preventivi somministrati alla madre Rh-negativa durante e dopo ogni gravidanza ha contribuito a renderle la MEN infrequente. Attualmente, la causa più comune è l’incompatibilità ABO tra la madre di gruppo O e il figlio. Questo tipo di incompatibilità materno-fetale è generalmente lieve.
- Malattie autoimmuni e altre patologie: alcuni soggetti producono anticorpi diretti contro i propri antigeni esposti sulla superficie dei globuli rossi. Questi autoanticorpi possono essere prodotti in presenza di:
– malattie autoimmuni, come il Lupus – neoplasie maligne, quali il linfoma e la leucemia linfatica cronica. – infezioni, quali il mycoplasma pneumoniae e la mononucleosi
- Anemia indotta da farmaci: alcuni farmaci possono indurre la produzione di anticorpi diretti contro i globuli rossi, causandone l’emolisi. Questa patologia può essere causata da alcuni antibiotici, compresa la penicillina, le cefalosporine e la piperacillina. In merito all’assunzione recente di farmaci è opportuno informare il medico che ne valuterà l’interruzione in caso di sospetto di anemia autoimmune indotta da farmaci. I sintomi si risolvono rapidamente dopo l’interruzione del farmaco.
The direct antiglobulin test (TDC or direct Coombs) detects the presence of antibodies on the surface of red blood cells (RBCs) circulating in the blood, which cause their destruction. THE RBCs have molecules called antigens on their surface. Each person has their own antigens on their red blood cells, inherited from their parents. The most important identified red blood cell antigens are A, B and 0 and each person can be of blood group A, B, AB or 0 according to the presence or absence of these antigens. Another important antigen present on the surface of red blood cells is the D antigen, which is part of the Rh system. If the D antigen is present, then the person is Rh positive (Rh+), if it is absent the person is Rh negative (Rh-). For more detailed information, visit the Transfusion Medicine page. There are also other antigens on the surface of red blood cells, less known but still clinically relevant: Kell, Duffy and Kidd. There are several reasons why antibodies can attack red blood cells: After a blood transfusion: If a person receives a blood transfusion from a donor that does not completely match their blood type, their body will produce antibodies that recognize the donor’s RBCs as foreign. (For more information on blood types, see the article on Blood Typing.) These antibodies attack the donor’s RBCs, destroying them. Patients who receive many blood transfusions are more likely to produce such antibodies. If the patient shows symptoms of an adverse reaction after a transfusion, a TCD should be performed to determine whether antibodies directed against the RBCs are present.Maternal/fetal incompatibility: the child may present on his red blood cells antigens inherited from the father, which the mother does not possess. The mother can be exposed to these antigens during pregnancy or at the time of birth: the mother’s immune system can recognize the baby’s RBCs as foreign, producing antibodies directed against the foreign antigens. Antibodies that cross the placenta, passing from the mother’s blood to the baby’s circulation, attack the baby’s RBCs causing haemolytic anemia in the newborn (MEN). This pathology usually does not manifest itself during the first pregnancy, but in subsequent ones, and in the event that the mother is Rh-negative and the baby is Rh-positive. TCD is performed on the child’s blood to determine the presence of antibodies on the surface of the red blood cells. In the past, the most common cause of hemolytic disease in the newborn was the presence of antibodies directed against the Rh antigen; To date, the administration of preventive treatments administered to the Rh-negative mother during and after each pregnancy has contributed to making MEN infrequent. Currently, the most common cause is ABO incompatibility between the group O mother and her child. This type of maternal-fetal incompatibility is generally mild. Autoimmune and other diseases: Some people produce antibodies directed against their own antigens exposed on the surface of red blood cells. These autoantibodies can be produced in the presence of: – autoimmune diseases, such as Lupus – malignant neoplasms, such as lymphoma and chronic lymphocytic leukemia. – infections, such as mycoplasma pneumoniae and mononucleosis Drug-induced anemia: Some drugs can induce the production of antibodies directed against red blood cells, causing hemolysis. This condition can be caused by some antibiotics, including penicillin, cephalosporins, and piperacillin. It is advisable to inform your doctor about recent drug intake, who will consider discontinuing it in case of suspicion of drug-induced autoimmune anemia. Symptoms resolve quickly after discontinuation of the drug.
