La coprocoltura è finalizzata all’identificazione di batteri patogeni eventualmente presenti nel campione di feci. Questo test è in grado di distinguere tra i batteri normalmente presenti nel tratto gastrointestinale (flora batterica normale) e quelli in grado di causare una malattia (patogeni). Pertanto, il test viene eseguito per identificare i batteri patogeni presenti nel tratto gastrointestinale di un paziente con sintomi di gastroenterite.I batteri che vengono identificati nel campione di feci sono rappresentativi di tutti i batteri presenti nel tratto gastrointestinale. Alcuni batteri sono presenti normalmente nel tratto gastrointestinale di qualunque persona. Essi giocano un ruolo importante nel processo digestivo e nel prevenire la crescita di batteri patogeni nell’intestino.Talvolta l’assunzione di terapia antibiotica ad ampio spettro può comportare uno sbilanciamento della flora batterica intestinale; i farmaci inibiscono la crescita dei batteri non patogeni e favoriscono la sopravvivenza e la crescita di batteri resistenti agli antibiotici, come Clostridium difficile, con la conseguente comparsa di diarrea e dolori addominali.I batteri patogeni possono entrare nel tratto gastrointestinale e infettarlo tramite l’assunzione di cibi o acqua contaminata. Le possibili fonti di batteri patogeni includono uova crude o poco cotte, pollame o manzo, latte non pastorizzato, acque di fiumi o laghi e, talvolta, forniture d’acqua pubbliche.I viaggi in paesi in via di sviluppo sono potenzialmente a rischio per l’esposizione a batteri in grado di sviluppare malattie gastrointestinali. Alcuni batteri sono effettivamente patogeni, mentre altri sono normalmente presenti nel tratto gastrointestinale della popolazione residente ma potrebbero causare fastidi gastrointestinali nei turisti. Questi batteri possono essere assunti mangiando o bevendo qualsiasi cosa contaminata, inclusa l’acqua di rubinetto, i cubetti di ghiaccio in una bevanda, un’insalata fresca e cibi venduti da venditori ambulanti.I sintomi clinici più comuni in caso di infezioni batteriche gastrointestinali sono diarrea prolungata, sangue e/o muco nelle feci, dolori e crampi addominali e nausea. La diarrea prolungata per più di qualche giorno può portare a disidratazione e sbilanciamento degli elettroliti, condizioni particolarmente preoccupanti in particolare per bambini e anziani. La disidratazione si manifesta con pelle secca, senso di fatica e vertigini.Nei casi particolarmente gravi può essere necessaria l’ospedalizzazione per la somministrazione di terapia di supporto per la reidratazione. La sindrome emolitico-uremica è una grave complicanza caratterizzata dalla distruzione dei globuli rossi e da scompenso renale che può talvolta originare da un’infezione di un ceppo di Escherichia coli producente tossine.Questa patologia si sviluppa più frequentemente nei bambini, negli anziani e nelle persone con il sistema immunitario compromesso.L’esecuzione del test può non essere necessaria nel caso in cui i sintomi non siano gravi e non persistano a lungo. Tuttavia, in presenza di gravi sintomi clinici come diarrea mista a sangue e muco persistente, l’esecuzione del test può essere indicata. In modo particolare in pazienti che abbiano sviluppato tale malessere in seguito a viaggi in paesi in via di sviluppo o che abbiano mangiato o bevuto qualcosa che abbia determinato lo sviluppo dei sintomi anche in altre persone.Per una diagnosi più accurata, insieme alla coprocoltura possono essere richiesti anche altri esami volti alla ricerca di eventuali virus o parassiti responsabili degli stessi sintomi, come l’esame coproparassitologico o i test di ricerca di specifici antigeni.

Coproculture is aimed at identifying pathogenic bacteria that may be present in the stool sample. This test is able to distinguish between bacteria normally present in the gastrointestinal tract (normal bacterial flora) and those capable of causing disease (pathogens). Therefore, the test is performed to identify pathogenic bacteria present in the gastrointestinal tract of a patient with symptoms of gastroenteritis. The bacteria that are identified in the stool sample are representative of all the bacteria present in the gastrointestinal tract. Some bacteria are normally present in the gastrointestinal tract of any person. They play an important role in the digestive process and in preventing the growth of pathogenic bacteria in the intestine. Sometimes taking broad-spectrum antibiotic therapy can lead to an imbalance in the intestinal bacterial flora; the drugs inhibit the growth of non-pathogenic bacteria and promote the survival and growth of antibiotic-resistant bacteria, such as Clostridium difficile, resulting in diarrhea and abdominal pain. Pathogenic bacteria can enter the gastrointestinal tract and infect it through intake of contaminated food or water. Possible sources of pathogenic bacteria include raw or undercooked eggs, poultry or beef, unpasteurized milk, river or lake water, and sometimes public water supplies. Travel to developing countries is potentially risky for l exposure to bacteria capable of developing gastrointestinal diseases. Some bacteria are actually pathogenic, while others are normally present in the gastrointestinal tract of the resident population but could cause gastrointestinal discomfort in tourists. These bacteria can be acquired by eating or drinking anything contaminated, including tap water, ice cubes in a drink, a fresh salad, and foods sold from street vendors. The most common clinical symptoms of gastrointestinal bacterial infections are prolonged diarrhoea, blood and/or mucus in the stool, abdominal pain and cramps and nausea. Prolonged diarrhea for more than a few days can lead dehydration and electrolyte imbalance, particularly worrying conditions for children and the elderly in particular. Dehydration manifests itself with dry skin, a sense of fatigue and dizziness. In particularly severe cases, hospitalization may be necessary for the administration of rehydration support therapy. Hemolytic uremic syndrome is a serious complication characterized by the destruction of red blood cells and renal failure which can sometimes originate from an infection with a toxin-producing strain of Escherichia coli. This pathology develops more frequently in children, the elderly and people with a compromised immune system. Testing may not be necessary if the symptoms are not severe and do not persist for a long time. However, in the presence of severe clinical symptoms such as bloody diarrhea and persistent mucus, testing may be indicated. Particularly in patients who have developed this discomfort following travel to developing countries or who have eaten or drunk something that has led to the development of symptoms in other people as well. For a more accurate diagnosis, together with the coproculture they can be other tests aimed at searching for any viruses or parasites responsible for the same symptoms are also required, such as coproparasitological examination or tests for the search for specific antigens.