Gli effetti bio-fisiologici del cromo (III) continuano ad essere oggetto di dibattito.Alcuni studi suggeriscono che la forma biologicamente attiva [cromo (III)] venga trasportata nel corpo attraverso un oligopeptide chiamato “low – molecular – weight chromium – binding substance” (LMWCr) – ovvero sostanza legante il cromo a basso peso molecolare – che potrebbe svolgere un ruolo nella via di segnalazione dell’insulina.Alcuni esperti ritengono che questi riflettano risposte più che altro farmacologiche anziché nutrizionali, mentre altri suggeriscono che si tratti addirittura di effetti collaterali di un metallo ad azione tossica.Come anticipato – diversamente dell’EFSA – il “National Institutes of Health” degli Stati Uniti e altri dipartimenti governativi riconoscono il cromo come oligoelemento essenziale, per il suo ruolo evidente nell’azione dell’ormone insulina – fondamentale per il metabolismo dei carboidrati e per lo stoccaggio di glicogeno, tessuto adiposo e muscolare.Tuttavia i relativi meccanismi biologici non sono ancora stati definiti con precisione, lasciando un forte dubbio sull’essenzialità del cromo nelle persone sane.La carenza di cromo, che implica una mancanza di Cr (III) nel corpo o forse di un suo complesso come il fattore di tolleranza al glucosio, è altamente controversa. Può manifestarsi solo in seguito nutrizione parenterale totale a lungo termine.I sintomi della carenza di cromo sono: ridotta tolleranza al glucosio, perdita di peso, neuropatia periferica e confusione.Né le concentrazioni plasmatiche né quelle urinarie possono servire come indicatori clinici utili dello stato del cromo nell’organismo.Prima che il cromo diventasse un ingrediente standard nella nutrizione parenterale totale (TPN), le persone sottoposte a questo trattamento che sviluppavano sintomi da carenza, potevano guarire in sole due settimane dall’aggiunta nutrizionale dell’oligoelemento.
The bio-physiological effects of chromium(III) continue to be a subject of debate.Some studies suggest that the biologically active form [chromium (III)] is transported into the body via an oligopeptide called “low – molecular – weight chromium – binding substance” (LMWCr) – a low molecular weight chromium binding substance – which could a role in the insulin signaling pathway.Some experts believe that these reflect more pharmacological rather than nutritional responses, while others suggest that they are even side effects of a toxic metal.As anticipated – unlike EFSA – the “National Institutes of Health” of the United States and other government departments recognize chromium as an essential trace element, due to its evident role in the action of the hormone insulin – fundamental for the metabolism of carbohydrates and for storage of glycogen, adipose tissue and muscle.However, the relevant biological mechanisms have not yet been precisely defined, leaving a strong doubt about the essentiality of chromium in healthy people.Chromium deficiency, which implies a lack of Cr(III) in the body or perhaps a complex thereof such as glucose tolerance factor, is highly controversial. It may only occur following long-term total parenteral nutrition.Symptoms of chromium deficiency are: impaired glucose tolerance, weight loss, peripheral neuropathy and confusion.Neither plasma nor urinary concentrations can serve as useful clinical indicators of the state of chromium in the body.Before chromium became a standard ingredient in total parenteral nutrition (TPN), people undergoing this treatment who developed deficiency symptoms could recover in just two weeks from the nutritional addition of the trace element.
