Il virus di Epstein-Barr (EBV) è di solito la causa un malessere caratterizzato da sintomi abbastanza lievi. Questo esame rileva la presenza di anticorpi diretti contro l’EBV nel sangue, come supporto alla diagnosi dell’infezione.Il virus di Epstein-Barr causa un’infezione molto comune. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), circa il 95% delle persone di età superiore ai 40 anni è stata infettata da EBV nel corso della propria vita. Il virus è altamente contagioso e viene trasmesso facilmente da persona a persona. Esso si trova nella saliva degli individui infetti e può essere diffuso mediante un contatto stretto, come tramite un bacio o condividendo stoviglie e tazze.Il periodo d’incubazione, ossia il periodo di tempo tra l’esposizione al virus e lo sviluppo dei sintomi, dura alcune settimane. Durante l’infezione primaria acuta, il virus si moltiplica; alla scomparsa dei sintomi, la carica virale diminuisce, ma il virus non viene eradicato completamente, permanendo nell’organismo in uno stato di latenza. Il virus EBV latente rimane all’interno dell’organismo della persona infettata per il resto della sua vita e, talvolta, può riattivarsi causando però problemi significativi solo in caso di particolare compromissione del sistema immunitario.La maggior parte delle persone viene a contatto con EBV durante l’infanzia, spesso in maniera asintomatica o con solo pochi sintomi parainfluenzali. Durante l’adolescenza invece, il virus può comportare l’insorgenza di mononucleosi, una malattia caratterizzata da senso di fatica, febbre, mal di gola, ingrossamento dei linfonodi, splenomegalia (aumento del volume della milza) e, talvolta, epatomegalia (aumento del volume del fegato). Questi sintomi si manifestano in circa il 25% degli adolescenti infettati da EBV e nei giovani adulti e, in genere, si risolvono nel giro di uno o due mesi.Le persone affette da mononucleosi ricevono di solito una diagnosi di tipo clinico (sulla base dei segni e sintomi presenti) avvalorata dai risultati dell’esame emocromocitometrico e del monotest (che rileva la presenza di anticorpi eterofili). Tuttavia, in circa il 25% dei casi, il monotest fornisce un risultato negativo nonostante la presenza dell’infezione da EBV, a causa della mancata produzione degli anticorpi eterofili. Ciò si verifica perlopiù nei bambini. Il test per la ricerca degli anticorpi anti EBV consente di verificare se i sintomi di queste persone siano o no associati alla presenza del virus EBV o siano ascrivibili ad altra causa.Il virus EBV è responsabile della mononucleosi. Esistono tuttavia altri patogeni in grado di sviluppare malattie con sintomi analoghi, come il citomegalovirus, i virus dell’epatite A, B o C, il virus della rosolia e il toxoplasma. A volte la diagnosi differenziale tra l’infezione da EBV ed altre patologie è molto importante. Ad esempio, nelle donne in gravidanza, il test può aiutare a distinguere un’infezione primaria da EBV, che non ha alcun effetto sullo sviluppo del bambino, dall’infezione da citomegalovirus (CMV), da virus herpes simplex o dalla toxoplasmosi, che invece possono creare complicanze durante la gravidanza e possono danneggiare il feto.L’esclusione della presenza di un’infezione da EBV può inoltre essere importante per il corretto approccio terapeutico di alcune affezioni. Ad esempio, la definizione dell’agente eziologico di alcuni sintomi simili a quelli presenti nella mononucleosi, come quelli dovuti alla presenza dello Streptococco beta-emolitico di gruppo A responsabile della faringotonsillite streptococcica, consente di procedere al trattamento antibiotico (inefficace invece nel caso di infezioni virali e quindi anche di EBV).Sono disponibili molti test in grado di rilevare i differenti tipi e classi di anticorpi diretti contro EBV. Gli anticorpi sono proteine prodotte dall’organismo durante la risposta immunitaria, in grado di riconoscere diversi antigeni del virus Epstein-Barr. Durante l’infezione primaria da EBV, la concentrazione di questi anticorpi aumenta e diminuisce progressivamente nel corso dell’infezione. La misura di questi anticorpi nel sangue può pertanto essere d’aiuto nella diagnosi e solitamente fornisce al medico informazioni riguardanti lo stadio dell’infezione, ossia se si tratti di un’infezione in corso, recente o passata.

The Epstein-Barr virus (EBV) usually causes an illness characterized by fairly mild symptoms. This test detects the presence of antibodies directed against EBV in the blood, to help diagnose the infection.The Epstein-Barr virus causes a very common infection. According to the Centers for Disease Control and Prevention (CDC), approximately 95% of people over the age of 40 have been infected with EBV in their lifetime. The virus is highly contagious and is easily transmitted from person to person. It is found in the saliva of infected individuals and can be spread through close contact, such as kissing or sharing dishes and cups.The incubation period, the period of time between exposure to the virus and the development of symptoms, lasts a few weeks. During acute primary infection, the virus multiplies; when the symptoms disappear, the viral load decreases, but the virus is not completely eradicated, remaining in the body in a state of latency. The latent EBV virus remains within the body of the infected person for the rest of his life and, sometimes, can reactivate, however, causing significant problems only in the case of particular compromise of the immune system.Most people come into contact with EBV during childhood, often asymptomatic or with only a few flu-like symptoms. During adolescence, however, the virus can lead to the onset of mononucleosis, a disease characterized by a sense of fatigue, fever, sore throat, swollen lymph nodes, splenomegaly (increase in the volume of the spleen) and, sometimes, hepatomegaly (increase in liver volume). These symptoms occur in approximately 25% of EBV-infected adolescents and young adults and typically resolve within one to two months.People suffering from mononucleosis usually receive a clinical diagnosis (based on the signs and symptoms present) supported by the results of the blood count and the monotest (which detects the presence of heterophile antibodies). However, in approximately 25% of cases, the monotest provides a negative result despite the presence of EBV infection, due to the lack of production of heterophile antibodies. This mostly occurs in children. The test for the detection of anti-EBV antibodies allows you to verify whether or not the symptoms of these people are associated with the presence of the EBV virus or are attributable to another cause.The EBV virus is responsible for mononucleosis. However, there are other pathogens capable of developing diseases with similar symptoms, such as cytomegalovirus, hepatitis A, B or C viruses, rubella virus and toxoplasma. Sometimes the differential diagnosis between EBV infection and other pathologies is very important. For example, in pregnant women, the test can help distinguish a primary EBV infection, which has no effect on the development of the baby, from cytomegalovirus (CMV), herpes simplex virus infection, or toxoplasmosis, which instead they can create complications during pregnancy and can damage the fetus.The exclusion of the presence of an EBV infection can also be important for the correct therapeutic approach of some conditions. For example, the definition of the etiological agent of some symptoms similar to those present in mononucleosis, such as those due to the presence of group A beta-hemolytic Streptococcus responsible for streptococcal pharyngotonsillitis, allows antibiotic treatment to proceed (ineffective however in the case of infections viral and therefore also EBV).Many tests are available that can detect different types and classes of antibodies directed against EBV. Antibodies are proteins produced by the body during the immune response, capable of recognizing different antigens of the Epstein-Barr virus. During primary EBV infection, the concentration of these antibodies progressively increases and decreases over the course of the infection. The measurement of these antibodies in the blood can therefore aid in diagnosis and usually provides the doctor with information regarding the stage of the infection, i.e. whether it is a current, recent or past infection.