La celiachia è una malattia autoimmune del sistema digestivo, caratterizzata da un’inappropriata risposta immune alle proteine provenienti dalla dieta (glutine e gliadina) presenti nel grano, segale e orzo. Ulteriori prodotti che possono contenere glutine includono coloranti ed addensanti alimentari, vitamine, dentifrici e prodotti per la cura della pelle e dei capelli. Questa risposta immunitaria anomala determina infiammazione che danneggia il rivestimento dell’intestino tenue ed i villi della mucosa intestinale. La maggior parte dei soggetti celiaci produce autoanticorpi che distruggono i villi intestinali. Il danneggiamento o la distruzione dei villi si riflette nella ridotta capacità dell’organismo di assorbire nutrienti, vitamine, minerali e liquidi. Nei soggetti non trattati possono comparire sintomi associati a malnutrizione e malassorbimento.     La celiachia è associata anche a fattori ereditari predisponenti che, insieme a fattori ambientali e psicofisici, possono contribuire allo sviluppo della malattia, con meccanismi che, attualmente, non sono totalmente chiari. Secondo le organizzazioni scientifiche internazionali, la malattia celiaca è in qualche misura caratterizzata anche da una familiarità, con una percentuale tra il 4% ed il 12%, di comparsa della malattia nei parenti di primo grado di una persona affetta. Pazienti affetti da sindrome di Down, sindrome di Turner e diabete di tipo 1 sono esposti ad un rischio maggiore di sviluppare la celiachia.  I sintomi associati possono variare significativamente da persona a persona. Alcuni pazienti manifestano sintomi gastrointestinali quali diarrea, costipazione e steatorrea. L’incapacità di assorbire correttamente i nutrienti può causare altri sintomi come perdita di peso, affaticamento, eruzioni cutanee e problemi dentali. Inoltre, i soggetti affetti possono presentare cefalea, alterazioni del tono dell’umore ed altri effetti neurologici.  Per maggiori informazioni a riguardo, consultare la sezione Approfondimenti. La malattia celiaca è diffusa in tutto il mondo ma è prevalente tra le persone di origine europea. Si stima che la sua prevalenza si aggiri intorno all’1%, con un’importante porzione di pazienti non diagnosticata. Nella popolazione italiana il numero teorico di celiaci si aggira intorno ai 600.000, contro i quasi 225.000 ad oggi diagnosticati. La celiachia può essere presente in entrambi i sessi, anche se è spesso diagnosticata nei bambini e nelle persone di età compresa tra i 30 ed i 40 anni e di sesso femminile. In passato la celiachia era diagnosticata solo in età pediatrica e con manifestazioni più gravi. Oggi viene spesso diagnosticata anche negli adulti. L’allergia al grano o ad altri alimenti coinvolge differenti componenti del sistema immunitario rispetto alla malattia celiaca. Pertanto, la malattia celiaca non viene considerata un’allergia alimentare, bensì una malattia autoimmune innescata dall’esposizione al glutine. Le allergie alimentari causano sintomi caratteristici quali difficoltà respiratorie ed orticaria e, differentemente dalla malattia celiaca, non causano danni all’intestino tenue.La condizione di alcuni soggetti di essere intolleranti al glutine in assenza di malattia celiaca viene definita “Sensibilità al glutine non celiaca” (NCGS). L’NCGS può causare sintomi simili alla malattia celiaca, ma non scatena una risposta immunitaria anomala e non determina il danneggiamento dell’intestino tenue.

Il Ruolo dei Test per la Celiachia

I test per la celiachia possono essere utilizzati per lo screening, la diagnosi ed il monitoraggio della malattia celiaca.  Diagnosi; sono disponibili numerosi test per identificare i segni di una reazione autoimmune al glutine, determinare la probabilità che il paziente sia affetto da malattia celiaca o rilevare eventuali complicanze associate alla patologia. Monitoraggio; il test può essere eseguito periodicamente per determinare l’efficacia del trattamento, valutare l’aderenza del paziente ad una dieta priva di glutine ed individuare eventuali condizioni cliniche associate al malassorbimento intestinale dei nutrienti. Screening; non è raccomandabile usare questi test come screening nella popolazione generale, priva di fattori di rischio. Tuttavia, dovrebbero essere testate le persone con storia familiare positiva o fattori di rischio per lo sviluppo della malattia celiaca.La selezione degli individui che dovrebbero sottoporsi al test dipende dallo scopo per il quale viene eseguito l’esame:

Diagnosi  Solitamente gli esami per la celiachia vengono prescritti in pazienti con segni e sintomi di celiachia, come malnutrizione e malassorbimento. I principali segni e sintomi gastro-intestinali includono: – Diarrea cronica o costipazione – Dolore addominale e distensione addominale -Inspiegabile perdita di peso. Altri segni che possono presentarsi includono: – Anemia da carenza di ferro, che non risponde alla somministrazione di integratori di ferro – Carenza di vitamina B12 o folati – Affaticamento, spossatezza – Mal di testa ricorrente – Eruzioni cutanee pruriginose o dolorose -Elevate concentrazioni di enzimi epatici nel sangue, quali alanina aminotransferasi (ALT) e aspartato aminotransferasi (AST). I sintomi correlati sono spesso aspecifici, ovvero presenti anche in corso di altre condizioni cliniche; pertanto, l’esecuzione dei test consente di confermare o escludere la diagnosi di celiachia.  Monitoraggio I pazienti che hanno ricevuto la diagnosi di celiachia possono sottoporsi al test dopo alcune settimane o mesi dall’inizio della dieta priva di glutine, al fine di valutare l’efficacia del trattamento. Inoltre, eseguire gli esami ad intervalli regolari consente di valutare eventuali condizioni cliniche correlate alla celiachia. Screening Non è raccomandabile utilizzare questi test come screening sulla popolazione generale, priva di fattori di rischio. Dovrebbero sottoporsi al test soggetti che presentano uno o più fattori di rischio, quali essere affetti da un altro disturbo autoimmune o avere parenti di primo grado (genitori, fratelli) celiaci.

Tipologie di Test per la Celiachia Solitamente, la diagnosi di celiachia viene stabilita valutando i segni ed i sintomi contestualmente alla presenza di lesioni dell’intestino tenue e alla difficoltà di assorbire correttamente i nutrienti. Evitare l’assunzione di glutine potrebbe interferire con i risultati del test; pertanto, i pazienti che si sottopongono ad esami diagnostici di primo livello dovrebbero seguire una dieta normale.  Esame fisico e anamnesi  Solitamente, la valutazione della malattia celiaca inizia con l’esame obiettivo. Come parte dell’esame, il clinico può ricercare segni di celiachia, come eruzioni cutanee o gonfiore dell’addome, procedere con l’auscultazione addominale tramite stetoscopio ed indagare eventuali problemi nutrizionali come un’inspiegabile perdita di peso o patologie dentali. Inoltre, viene raccolta l’anamnesi del paziente ed informazioni circa le abitudini alimentari e la presenza di familiari stretti affetti da celiachia. Test sierologici   Le fasi iniziali per la diagnosi di celiachia riguardano la ricerca degli autoanticorpi responsabili della malattia. La misura degli autoanticorpi è necessaria, oltre che per la diagnosi di soggetti sintomatici, anche per lo screening dei familiari della persona affetta.  Normalmente, gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario sono in grado di discriminare tra gli elementi estranei all’organismo (non-self) e quelli appartenenti allo stesso (self), innescando una risposta immunitaria solamente in caso di esposizione a elementi “non-self”, come batteri o virus. Tuttavia, in corso di malattia celiaca vengono prodotti autoanticorpi in grado di riconoscere e reagire erroneamente con tessuti dell’intestino tenue dell’organismo di appartenenza.

I soggetti che devono sottoporsi alla ricerca degli autoanticorpi dovrebbero continuare a mangiare alimenti che contengono glutine prima di eseguire il test. Il test rileva due differenti classi di autoanticorpi, le IgA e le IgG, coinvolte nella patogenesi della malattia.  Le IgA sono le immunoglobuline maggiormente rappresentate nelle secrezioni gastrointestinali. Il test per gli autoanticorpi anti-IgA è maggiormente specifico per la celiachia. Tuttavia, circa il 2-3% delle persone con malattia celiaca presenta una carenza delle IgA, che può comportare un risultato falsamente negativo del test Il test delle immunoglobuline G (IgG) viene prescritto soltanto nei pazienti con carenza delle IgA, in quanto meno specifico rispetto al test per le IgA . I test sierologici più comuni per la diagnosi di celiachia includono: Misura delle IgA totali nel sangue; può essere richiesta da sola o insieme ai test per ricerca degli autoanticorpi, per rilevare la carenza di IgA. La carenza di IgA può comportare il riscontro di bassi livelli di anticorpi IgA anti-tTG e anti-EMA anche in presenza di malattia celiaca I test più comuni per la ricerca degli autoanticorpi associati alla celiachia includono:  Anticorpi IgA anti-transglutaminasi tissutale (anti-tTG); è il test ematico più sensibile e specifico per la celiachia ed è quello più frequentemente richiesto. Gli anticorpi anti-tTG sono diretti contro una proteina (la transglutaminasi tissutale) localizzata a livello dell’intestino tenue; Il test per le IgG anti-tTG è meno specifico e sensibile rispetto a quello per le IgA, perciò viene richiesto solo nel caso in cui sia presente una carenza di IgA Anticorpi IgA anti-DGP (gliadina deamidata); questo test può risultare positivo in alcuni soggetti negativi per gli anti-tTG, in modo particolare in età pediatrica; viene raccomandato in pazienti con carenza di IgA. Alcuni test meno comuni per la ricerca di autoanticorpi includono: Anticorpi IgA anti-endomisio (EMA); può essere un utile test di conferma o di esclusione in presenza di risultati dubbi Anticorpi IgA anti-reticulina (ARA); scarsamente sensibile e specifico rispetto ai test precedenti; non viene prescritto frequentemente  Per maggiori informazioni a riguardo, consultare l’articolo sui Test anticorpali per la Celiachia.   I test sierologici sono in grado di rilevare concentrazioni elevate di anticorpi in oltre il 95% dei soggetti affetti da malattia celiaca. Tuttavia, i test anticorpali possono talvolta riportare risultati falsamente negativi in soggetti che seguono una dieta priva di glutine.  La diminuzione della concentrazione anticorpale in soggetti che non assumono glutine indica l’efficacia del trattamento.

Biopsia e Endoscopia  I test per la celiachia comprendono la valutazione dell’intestino tenue, che prevede due elementi:   Endoscopia; una procedura durante la quale una piccola telecamera posta alla fine di un tubo sottile viene introdotta attraverso la bocca e l’esofago fino al duodeno. Durante questa procedura è possibile prelevare un campione bioptico per rilevare la presenza di lesioni dei villi intestinali  Biopsia; la conferma diagnostica di celiachia richiede un esame bioptico su una porzione di intestino tenue. Il campione bioptico può essere prelevato in sede di esame endoscopico. Durante questa procedura è possibile prelevare un campione di tessuto (biopsia) che sarà successivamente esaminato al microscopio da un anatomopatologo per rilevare la presenza di lesioni dei villi intestinali. Solitamente, la procedura endoscopica con prelievo bioptico viene richiesta in seguito ad un risultato positivo al test anticorpale. Il test può essere ripetuto periodicamente per il monitoraggio della patologia. Endoscopia con videocapsula Nei pazienti che non possono essere sottoposti ad endoscopia con prelievo bioptico di una porzione di intestino tenue può essere eseguita un’endoscopia con videocapsula. Si tratta di una procedura che utilizza una capsula contenente una telecamera che deve essere inghiottita ed è in grado di trasmettere le immagini acquisite durante il suo percorso nel canale digerente. É una metodica di recente introduzione ed al momento disponibile solo in alcune aree d’Italia. Biopsia cutanea I pazienti che presentano una particolare eruzione cutanea, nota come dermatite erpetiforme, possono sottoporsi ad una biopsia cutanea per rimuovere un campione di cute lesionata da analizzare al microscopio. La dermatite erpetiforme è un’eruzione cutanea dolorosa e con lesioni a grappolo, presente in circa il 10% delle persone affette da celiachia. I pazienti con dermatite erpetiforme che presentano risultati positivi ai test anticorpali per la celiachia possono ricevere la diagnosi di malattia celiaca senza la necessità di sottoporsi ad endoscopia e biopsia dell’intestino tenue.  Test genetici  Esistono test genetici volti alla ricerca degli alleli principalmente coinvolti nell’insorgenza della patologia, che però non vengono richiesti routinariamente. Questi test includono la ricerca dei marcatori HLA (antigene leucocitario umano) DQ2 e DQ8. Questi esami si rivelano utili principalmente per la definizione del rischio di familiari di pazienti celiaci di sviluppare la malattia, o nel caso in cui i test di routine forniscano risultati non definitivi: Un risultato positivo non è diagnostico per la celiachia; infatti, circa il 30% della popolazione risulta positiva per questi marcatori pur non sviluppando mai la malattia Un risultato negativo, tuttavia, è in grado di escludere la diagnosi di celiachia nel caso in cui altri esami, inclusa la biopsia, risultino dubbi La gravità della patologia può essere definita grazie ad ulteriori esami, in grado di valutare l’eventuale stato di malnutrizione, malassorbimento e danno d’organo dei pazienti. Questi possono includere:   IgA anti-actina (F-actina): la presenza di questi autoanticorpi nel circolo ematico è associata con una maggiore gravità del danno intestinale – Emocromo: per rilevare la presenza di anemia, tipicamente presente nei pazienti affetti da malattia celiaca a causa del malassorbimento dei nutrienti – Proteina C reattiva (PCR): il test d’elezione per rilevare la presenza di infiammazione – Velocità di eritrosedimentazione (VES): talvolta eseguito per rilevare la presenza di infiammazione – Pannello metabolico completo (CMP): per determinare il bilancio elettrolitico, le proteine ematiche ed i livelli di calcio del paziente, al fine di valutare la funzionalità del fegato e dei reni – Vitamina D (definita propriamente 25-idrossi vitamina D), vitamina B12 e folati: per rilevare un’eventuale carenza vitaminica – Sideremia, esami per la valutazione del metabolismo del ferro, ferritina: per rilevare la carenza di ferro – Grassi fecali: per la valutazione del malassorbimento; questo esame non viene eseguito frequentemente  – Densitometria ossea: i pazienti con malattia celiaca possono presentare una maggiore fragilità ossea a causa del ridotto assorbimento dei minerali; pertanto, è possibile valutare la densità minerale ossea tramite densitometria ossea a raggi X (DEXA) – Test di funzionalità tiroidea: per determinare la concentrazione degli ormoni tiroidei nel sangue, in quanto la malattia celiaca può presentarsi insieme ad altre patologie autoimmuni che causano il danneggiamento della tiroide – Tempo di protrombina: misura il tempo necessario alla formazione di un coagulo; può risultare aumentato nei soggetti celiaci . Alcuni esami possono essere richiesti anche per escludere altre patologie: Test di intolleranza al lattosio – Test di assorbimento dello xilosio  – Test per la malattie infiammatorie intestinali; includono conta leucocitaria delle feci, calprotectina, lattoferrina e ricerca degli autoanticorpi (ad es., anticorpi anti-citoplasma dei neutrofili ed anticorpi anti-Saccharomyces cerevisiae).

Celiac disease is an autoimmune disease of the digestive system, characterized by an inappropriate immune response to dietary proteins (gluten and gliadin) found in wheat, rye and barley. Additional products that may contain gluten include food dyes and thickeners, vitamins, toothpastes, and skin and hair care products. This abnormal immune response results in inflammation that damages the lining of the small intestine and the villi of the intestinal mucosa. Most people with celiac disease produce autoantibodies that destroy the intestinal villi. Damage to or destruction of villi is reflected in the reduced ability of the body to absorb nutrients, vitamins, minerals and liquids. Symptoms associated with malnutrition and malabsorption may appear in untreated subjects.     Celiac disease is also associated with predisposing hereditary factors which, together with environmental and psychophysical factors, can contribute to the development of the disease, with mechanisms that are currently not totally clear. According to international scientific organizations, celiac disease is to some extent also characterized by a familiarity, with a percentage between 4% and 12%, of the onset of the disease in the first degree relatives of an affected person. Patients with Down syndrome, Turner syndrome and type 1 diabetes are at increased risk of developing celiac disease.  The associated symptoms can vary significantly from person to person. Some patients experience gastrointestinal symptoms such as diarrhea, constipation, and steatorrhea. Failure to absorb nutrients properly can cause other symptoms such as weight loss, fatigue, rashes, and dental problems. Additionally, affected individuals may experience headache, mood changes, and other neurological effects. For more information on this, see the Insights section. Celiac disease is widespread throughout the world but is prevalent among people of European descent. Its prevalence is estimated to be around ’1%, with an important portion of patients undiagnosed. In the Italian population the theoretical number of celiacs is around 600,000, compared to almost 225,000 diagnosed to date. Celiac disease can be present in both sexes, although it is often diagnosed in children and people aged between 30 and 40 and female. In the past, celiac disease was diagnosed only in childhood and with more serious manifestations. Today it is often diagnosed even in adults. Allergy to wheat or other foods involves different components of the immune system than celiac disease. Therefore, celiac disease is not considered a food allergy, but rather an autoimmune disease triggered by exposure to gluten. Food allergies cause characteristic symptoms such as breathing difficulties and hives and, unlike celiac disease, do not cause damage to the small intestine. The condition of some people to be gluten intolerant in the absence of celiac disease is defined as “Non-celiac gluten sensitivity” (NCGS). NCGS can cause symptoms similar to celiac disease, but it does not trigger an abnormal immune response and does not result in damage to the ten intestine.  The Role of Celiac Disease Tests   Celiac disease tests can be used to screen, diagnose and monitor celiac disease.  Diagnosis; numerous tests are available to identify signs of an autoimmune reaction to gluten, determine the probability that the patient is suffering from celiac disease or detect any complications associated with the pathology. Monitoring; the test can be performed periodically to determine the effectiveness of the treatment, evaluate the patient’s adherence to a gluten-free diet and identify any clinical conditions associated with intestinal malabsorption of nutrients. Screening; It is not recommended to use these tests as screening in the general population, free of risk factors. However, people with a positive family history or risk factors for developing celiac disease should be tested.The selection of individuals who should be tested depends on the purpose for which the test is performed: Diagnosis Celiac disease tests are usually prescribed in patients with signs and symptoms of celiac disease, such as malnutrition and malabsorption. The main gastro-intestinal signs and symptoms include: – Chronic diarrhea or constipation – Abdominal pain and abdominal distension – Unexplained weight loss. Other signs that may occur include: – Iron deficiency anemia, which does not respond to the administration of iron supplements – Vitamin B12 or folate deficiency – Fatigue, fatigue – Recurrent headache – Itchy or painful skin rashes – High concentrations of liver enzymes in the blood, such as alanine aminotransferase (ALT) and aspartate aminotransferase (AST). Related symptoms are often nonspecific, meaning they are also present in the course of other clinical conditions; therefore, performing tests allows the diagnosis of celiac disease to be confirmed or ruled out. Monitoring Patients diagnosed with celiac disease may be tested a few weeks or months after starting the gluten-free diet, in order to evaluate the effectiveness of treatment. Furthermore, carrying out tests at regular intervals allows you to evaluate any clinical conditions related to celiac disease. Screening It is not recommended to use these tests as screening on the general population, free of risk factors. People who have one or more risk factors, such as being affected by another autoimmune disorder or having first-degree relatives (parents, siblings) with celiac disease, should be tested.  Types of Test for Celiac Disease Usually, the diagnosis of celiac disease is established by evaluating the signs and symptoms at the same time as the presence of lesions of the small intestine and the difficulty of correctly absorbing nutrients. Avoiding gluten intake could interfere with the test results; therefore, patients undergoing first-level diagnostic tests should follow a normal diet.  Physical examination and medical history Usually, assessment of celiac disease begins with physical examination. As part of the examination, the clinician may look for signs of celiac disease, such as rashes or swelling of the abdomen, proceed with abdominal auscultation via stethoscope, and investigate any nutritional problems such as unexplained weight loss or dental conditions. In addition, the patient history and information about eating habits and the presence of close family members with celiac disease are collected. Serological tests The initial stages for the diagnosis of celiac disease concern the search for the autoantibodies responsible for the disease. The measurement of autoantibodies is necessary not only for the diagnosis of symptomatic subjects, but also for the screening of the affected person’s family members.  Normally, antibodies produced by the immune system are able to discriminate between elements foreign to the organism (non-self) and those belonging to it (self), triggering an immune response only in case of exposure to “non-self” elements, such as bacteria or viruses. However, autoantibodies capable of recognizing and reacting incorrectly with tissues from the small intestine of the body to which they belong are produced during celiac disease.  People who need to undergo autoantibody research should continue to eat foods that contain gluten before testing. The test detects two different classes of autoantibodies, IgA and IgG, involved in the pathogenesis of the disease.  IgA is the immunoglobulins most represented in gastrointestinal secretions. The test for anti-IgA autoantibodies is more specific for celiac disease. However, approximately 2-3% of people with celiac disease have an IgA deficiency, which can result in a false negative test result. The immunoglobulin G (IgG) test is prescribed only in patients with IgA deficiency, as it is less specific compared to the IgA test. The most common serological tests for the diagnosis of celiac disease include: Measurement of total IgA in the blood; it can be requested alone or together with tests to look for autoantibodies, to detect IgA deficiency. IgA deficiency can lead to low levels of anti-tTG and anti-EMA IgA antibodies even in the presence of celiac disease. The most common tests for the search for autoantibodies associated with celiac disease include: IgA anti-tissue transglutaminase (anti-tTG) antibodies); it is the most sensitive and specific blood test for celiac disease and is the most frequently requested. Anti-tTG antibodies are directed against a protein (tissue transglutaminase) located in the small intestine; The test for anti-tTG IgG is less specific and sensitive than that for IgA, therefore it is only required if there is a deficiency of anti-DGP IgA antibodies (deamidated gliadin); this test may be positive in some subjects negative for anti-tTGs, particularly in pediatric age; it is recommended in patients with IgA deficiency. Some less common tests for autoantibodies include: Anti-endomysial IgA Antibodies (EMA); may be a useful confirmatory or exclusion test in the presence of dubious results Anti-reticulin IgA Antibodies (ARA); poorly sensitive and specific compared to previous tests; is not frequently prescribed For more information on this, see the article on Antibody tests for Celiac Disease.   Serological tests can detect high concentrations of antibodies in more than 95% of people with celiac disease. However, antibody tests can sometimes report falsely negative results in people on a gluten-free diet.  Decreased antibody concentration in subjects not taking gluten indicates treatment efficacy. Biopsy and Endoscopy Tests for celiac disease include evaluation of the small intestine, which involves two elements: Endoscopy; a procedure during which a small camera placed at the end of a thin tube is introduced through the mouth and esophagus to the duodenum. During this procedure it is possible to take a biopsy sample to detect the presence of lesions of the intestinal villi Biopsy; Diagnostic confirmation of celiac disease requires a biopsy examination of a portion of the small intestine. The biopsy sample can be taken during an endoscopic examination. During this procedure it is possible to take a tissue sample (biopsy) which will subsequently be examined under a microscope by an pathologist to detect the presence of lesions of the intestinal villi. Usually, the endoscopic procedure with biopsy is requested following a positive antibody test result. The test can be repeated periodically to monitor the pathology. Endoscopy with videocapsule In patients who cannot undergo endoscopy with biopsy of a portion of the small intestine, endoscopy with videocapsule may be performed. This is a procedure that uses a capsule containing a camera that must be swallowed and is able to transmit the images acquired during its journey into the digestive canal. It is a method recently introduced and currently available only in some areas of Italy. Skin biopsy Patients who have a particular rash, known as dermatitis herpetiformis, may undergo a skin biopsy to remove a sample of damaged skin to be analyzed under a microscope. Dermatitis herpetiformis is a painful, cluster-injured rash present in about 10% of people with celiac disease. Patients with dermatitis herpetiformis who have positive antibody test results for celiac disease can be diagnosed with celiac disease without the need to undergo endoscopy and small bowel biopsy.  Genetic tests There are genetic tests aimed at finding alleles mainly involved in the onset of the pathology, but these are not routinely required. These tests include looking for the HLA (human leukocyte antigen) markers DQ2 and DQ8. These tests prove useful mainly for defining the risk of family members of celiac patients from developing the disease, or if routine tests provide non-definitive results: A positive result is not diagnostic for celiac disease; in fact, approximately 30% of the population tests positive for these markers despite never developing the disease. A negative result, however, it is able to exclude the diagnosis of celiac disease in the event that other tests, including biopsy, are doubtful. The severity of the pathology can be defined thanks to further tests, capable of evaluating the possible state of malnutrition, malabsorption and organ damage of patients. These may include: Anti-actin IgA (F-actin): The presence of these autoantibodies in the bloodstream is associated with increased severity of intestinal damage – Hemochrome: to detect the presence of anemia, typically present in patients suffering from celiac disease due to nutrient malabsorption.  Genetic tests There are genetic tests aimed at finding alleles mainly involved in the onset of the pathology, but these are not routinely required. These tests include looking for the HLA (human leukocyte antigen) markers DQ2 and DQ8. These tests prove useful mainly for defining the risk of family members of celiac patients from developing the disease, or if routine tests provide non-definitive results: A positive result is not diagnostic for celiac disease; in fact, approximately 30% of the population tests positive for these markers despite never developing the disease. A negative result, however, it is able to exclude the diagnosis of celiac disease in the event that other tests, including biopsy, are doubtful. The severity of the pathology can be defined thanks to further tests, capable of evaluating the possible state of malnutrition, malabsorption and organ damage of patients. These may include: Anti-actin IgA (F-actin): The presence of these autoantibodies in the bloodstream is associated with increased severity of intestinal damage – Hemochrome: to detect the presence of anemia, typically present in patients suffering from celiac disease due to nutrient malabsorption – C-reactive protein (PCR): the test of choice to detect the presence of inflammation – Erythrocyte sedimentation rate (ESR): sometimes performed to detect the presence of inflammation – Complete metabolic panel (CMP): to determine the patient’s electrolyte balance, blood proteins and calcium levels, in order to assess liver and kidney function – Vitamin D (properly referred to as 25-hydroxy vitamin D), vitamin B12 and folate: to detect any vitamin deficiency – Sideremia, examinations for the evaluation of iron metabolism, ferritin: to detect iron deficiency – Fecal fats: for the evaluation of malabsorption; this examination is not performed frequently . Bone Densitometry: Patients with celiac disease may have increased bone fragility due to reduced mineral absorption; therefore, bone mineral density can be assessed via X-ray bone densitometry (DEXA) – Thyroid function test: to determine the concentration of thyroid hormones in the blood, as celiac disease can present itself together with other autoimmune pathologies that cause damage to the thyroid – Prothrombin time: measures the time necessary for the formation of a clot; it may be increased in celiac subjects . Some tests may also be required to exclude other pathologies: Lactose intolerance test – Xylose absorption test – Test for inflammatory bowel diseases; include leukocyte stool count, calprotectin, lactoferrin and autoantibody testing (e.g., anti-neutrophil cytoplas