Il carcinoma ovarico è uno dei più gravi carcinomi della donna. Il rischio di sviluppare questo carcinoma cresce con l’età e la maggioranza dei carcinomi ovarici è riscontrata in donne con più di 50 anni. Nonostante le nuove procedure di trattamento la mortalità rimane elevata, soprattutto a causa della ritardata diagnosi della malattia. Oltre il 70% dei carcinomi ovarici sono infatti diagnosticati allo stadio III, quando le speranze di trattamento efficace si sono ridotte del 70%. La diagnosi è infatti resa difficoltosa dalla non specificità della sintomatologia correlata.   Il CA 125 è uno dei marcatori più utilizzati per il carcinoma ovarico. Il CA125 è raccomandato dalla maggioranza delle società scientifiche per la diagnosi differenziale delle masse pelviche sospette, per il monitoraggio del trattamento ed il controllo della recidiva. Ulteriori raccomandazioni includono il CA125 come marcatore per le donne con mutazione BRCA1/2 in fase di prognosi. L’uso del CA125 non è raccomandato come test di screening per a causa della insufficiente specificità. Il CA 125 può infatti risultare elevato nelle endometriosi, in gravidanza, in presenza di cisti emorragiche o altre patologie infiammatorie pelviche, in particolare nelle donne in pre-menopausa. Poiché il CA125 non è sufficientemente specifico e sensibile per la diagnosi precoce del carcinoma ovarico numerosi studi si sono concentrati nella sua combinazione con altre informazioni diagnostiche derivanti da dosaggi seriali, altri biomarcatori o dalla diagnostica per immagine. Alcuni studi hanno dimostrato l’utilità della valutazione dell’andamento dei livelli di CA 125 in dosaggi seriali. Anche il ruolo degli accertamenti ecografici è di grande importanza, pur in mancanza di precisi cut-off diagnostici.HE4 e indice ROMA

L’HE4 si è dimostrato il più promettente nuovo marcatore ematico per il carcinoma ovarico. Moore e colleghi hanno dimostrato che l’HE4 è il più sensibile marcatore fra quelli oggi allo studio, superando le performance del CA 125. L’HE4 può inoltre essere utilizzato per la diagnosi di recidiva. In studi successivi Nolen e colleghi hanno dimostrato che il dosaggio combinato di CA 125 ed HE4 ottiene i risultati migliori dei singoli test e supera in performance diagnostiche tutte le combinazioni possibili di altri marcatori. La combinazione è in grado infatti di discriminare le forme benigne da quelle maligne meglio di qualsiasi altra tecnica testata    La combinazione di HE4 e CA125 può essere utilizzata per una analisi del rischio di carcinoma ovarico, utilizzando il Risk of Ovarian Malignancy Algorithm (ROMA). L’indice ROMA stima la probabilità di carcinoma ovarico nelle donne con massa pelvica sospetta, utilizzando il dosaggio combinato di CA125 ed HE4. L’algoritmo ROMA utilizza differenti strategie di calcolo per le donne in pre-menopausa e quelle in menopausa, con differenti valori cut-off. Le donne con indice ROMA superiore al cut-off hanno un aumentato rischio di carcinoma ovarico    e dovrebbero essere valutate attentamente in ambito ginecologico. Numerosi studi hanno dimostrato che l’indice ROMA ha performance migliori rispetto all’approccio RMI tradizionalmente utilizzato. In particolare:  Moore e colleghi hanno dimostrato che per le donne valutate in un contesto ginecologico-oncologico l’indice ROMA ha una sensibilità dell’81% ed con una specificità del 75%. Nelle donne in menopausa la sensibilità cresce fino al 92%.   Kim e colleghi hanno concluso che il dosaggio combinato di HE4 e CA 125 può migliorare l’accuratezza nella diagnosi di carcinoma ovarico. Ruggieri e colleghi hanno concluso che l’indice ROMA è dotato di buona accuratezza nel discriminare le donne ad elevato rischio di carcinoma ovarico.   In conclusione la combinazione di CA125 ed HE4 costituisce ad oggi il miglior strumento diagnostico per diagnosticare il carcinoma ovarico, consentendo di stratificare il rischio di questa patologia nelle donne con massa pelvica sospetta.

Ovarian cancer is one of the most serious carcinomas in women. The risk of developing this carcinoma grows with age and the majority of ovarian carcinomas are found in women over 50 years of age. Despite the new treatment procedures, mortality remains high, mainly due to the delayed diagnosis of the disease. Over 70% of ovarian carcinomas are in fact diagnosed at stage III, when hopes of effective treatment have been reduced by 70%. The diagnosis is in fact made difficult by the non-specificity of the related symptoms.   CA 125 is one of the most used markers for ovarian cancer. CA125 is recommended by the majority of scientific societies for the differential diagnosis of suspicious pelvic masses, for monitoring treatment and controlling recurrence. Additional recommendations include CA125 as a marker for women with BRCA1/2 mutation in prognosis. The use of CA125 is not recommended as a screening test for due to insufficient specificity. CA 125 can in fact be elevated in endometriosis, during pregnancy, in the presence of hemorrhagic cysts or other pelvic inflammatory pathologies, particularly in pre-menopausal women. Since CA125 is not specific and sensitive enough for the early diagnosis of ovarian cancer, numerous studies have focused on its combination with other diagnostic information deriving from serial dosages, other biomarkers or diagnostic imaging. Some studies have demonstrated the usefulness of evaluating the trend of CA 125 levels in serial dosages. The role of ultrasound tests is also of great importance, despite the lack of precise diagnostic cut-offs.HE4 and ROMA index HE4 has proven to be the most promising new blood marker for ovarian cancer. Moore and colleagues showed that HE4 is the most sensitive marker among those under study today, outperforming CA 125. HE4 can additionally be used for the diagnosis of recurrence. In subsequent studies Nolen and colleagues demonstrated that the combined dosage of CA 125 and HE4 obtains the best results of individual tests and exceeds all possible combinations of other markers in diagnostic performance. The combination is in fact able to discriminate benign forms from malignant ones better than any other technique tested. The combination of HE4 and CA125 can be used for an analysis of the risk of ovarian cancer, using the Risk of Ovarian Malignancy Algorithm (ROMA). The ROMA index estimates the probability of ovarian cancer in women with suspected pelvic mass, using the combined dosage of CA125 and HE4. The ROMA algorithm uses different calculation strategies for pre-menopausal and menopausal women, with different cut-off values. Women with a ROMA index above the cut-off have an increased risk of ovarian cancer  and they should be carefully evaluated in the gynecological field. A number of studies have shown that the ROMA index performs better than the RMI approach traditionally used. In particular: Moore and colleagues showed that for women evaluated in a gynecological-oncological context the ROMA index has a sensitivity of’81% and with a specificity of 75%. In menopausal women, sensitivity increases by up to 92%.   Kim and colleagues concluded that the combined dosage of HE4 and CA 125 may improve accuracy in the diagnosis of ovarian cancer. Ruggieri and colleagues concluded that the ROMA index has good accuracy in discriminating against women at high risk of ovarian cancer.   In conclusion, the combination of CA125 and HE4 currently constitutes the best diagnostic tool for diagnosing ovarian cancer, allowing the risk of this pathology to be stratified in women with suspected pelvic mass.