La ricerca di uova e parassiti nelle feci (esame coproparassitologico) consiste in una valutazione al microscopio del campione di feci, alla ricerca di uova e/o parassiti (O&P) che possono essere presenti nel tratto gastrointestinale del paziente e causare sintomi quali diarrea. L’apparato digerente può essere infettato da numerosi parassiti (infezioni gastrointestinali), i quali vengono rilasciati, insieme alle loro uova, nelle feci.  Per l’esecuzione dell’esame viene posto su un vetrino un sottile strato di feci (fresche o in liquido conservante), che viene colorato ed esaminato al microscopio, alla ricerca dei parassiti e/o delle loro uova o cisti, ossia delle formazioni resistenti nelle quali possono essere racchiusi i parassiti. Ciascun parassita/uovo/ciste è caratterizzato da forma, dimensione e struttura interna peculiari, che permettono di discriminare tra le diverse specie.   Gli esseri umani possono essere infettati da numerosi parassiti differenti. Ciascun tipo di parassita ha un proprio ciclo vitale e processo maturativo, e può vivere in uno o più ospiti. Alcuni parassiti permangono a lungo in ospiti intermedi (o secondari), quali pecore, mucche o serpenti, prima di infettare l’ospite definitivo o primario, l’uomo. Alcuni parassiti possono invece infettare l’uomo in maniera accidentale (ospite accidentale). Alcuni parassiti sono costituiti da singole cellule (unicellulari), mentre altri hanno un aspetto vermiforme (elminti). Molti parassiti cambiano aspetto durante le varie fasi maturative; le più comuni includono la forma matura, quella di ciste e/o di uova. Alcuni parassiti attraversano anche una fase larvale, ossia una forma intermedia tra lo stadio di uova e la forma matura. Le uova sono generalmente più resistenti e possono rimanere nell’ambiente anche per diverso tempo senza la necessità di un ospite, pur mantenendo le capacità infettive.   La maggior parte delle infezioni gastrointestinali parassitarie sono dovute all’assunzione di acqua o cibo contaminato con le uova. Le uova e i parassiti rilasciati nelle feci di persone o animali infetti possono contaminare ulteriormente acqua, cibo o superfici, promuovendo il diffondersi dell’infezione. La contaminazione non è visibile: l’acqua e/o il cibo contaminato appaiono normali. Le persone che entrano in contatto con acqua o cibo contaminato possono infettarsi e, in assenza di un’accurata sanificazione (attenta detersione delle mani e cura nella preparazione dei cibi), possono diffondere l’infezione parassitaria.  I sintomi più comuni associati ad un’infezione parassitaria includono diarrea prolungata, con talvolta sangue e/o muco nelle feci, dolore addominale e nausea. Generalmente, questi sintomi persistono per giorni o settimane dopo l’esposizione. Alcune persone possono anche sviluppare mal di testa e febbre, mentre altre risultano asintomatiche.  La diarrea protratta per più di qualche giorno può causare perdita di peso, disidratazione e conseguente squilibrio elettrolitico; queste complicanze risultano particolarmente pericolose in bambini, anziani e soggetti con sistema immunitario compromesso. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), le malattie diarroiche dovute alla contaminazione di cibo e acqua, incluse quelle da parassiti, sono responsabili di 1,7 milioni di decessi ogni anno a livello mondiale.

I parassiti più comuni in Europa sono parassiti unicellulari appartenenti alla specie Giardia, Entamoeba histolytica Cryptosporidium. Questi parassiti sono diffusi in tutto il mondo, anche nei fiumi e laghi più remoti e incontaminati, e possono contaminare piscine, vasche idromassaggio e talvolta anche catene idriche pubbliche. Giardia colpisce prevalentemente bambini da 1 a 4 anni di età e giovani dai 20 ai 40 anni, per abitudini legate ai viaggi (bagni, cibo e bevande contaminati) o per l’accudimento dei figli  Cryptosporidium è responsabile del 50% delle epidemie di infezioni gastrointestinali associate all’acqua e causate da parassiti, di cui il 93% registrate in Europa e in Nord America  Entamoeba histolytica è relativamente comune, ma causa malattia solo nel 10-20% dei soggetti infettiIn molti casi le cisti di Giardia e Cryptosporidium possono sopravvivere nelle acque contaminate per settimane o mesi, essendo anche resistenti al cloro. Pertanto, il numero delle persone infettate da questi parassiti tende ad aumentare durante la stagione estiva, quando molte persone si dedicano a molteplici attività all’aria aperta quali gite, trekking o nuoto, durante le quali possono ingerire consapevolmente o accidentalmente acqua o cibi contaminati.   Le persone che si recano nei paesi in via di sviluppo sono maggiormente esposte ad una grande varietà di parassiti. Nelle zone con clima caldo-umido e con inefficace trattamento delle acque reflue possono essere presenti molteplici parassiti, compresa un’ampia gamma di parassiti vermiformi, quali platelminti (vermi piatti), e nematodi (vermi cilindrici), tra i quali ascaridi e anchilostomi, che possono infettare l’intestino ed altre regioni dell’organismo. Generalmente, i viaggiatori possono contrarre l’infezione tramite l’assunzione di cibi o bevande contaminate con le uova del parassita, talvolta anche semplicemente ingerendo una bevanda con all’interno cubetti di ghiaccio contaminati o mangiando un’insalata. Esistono però anche dei piccoli parassiti in grado di penetrare attraverso la pelle dei piedi, nel caso in cui la persona cammini a piedi nudi in zone contaminate.  Nel caso in cui queste infezioni si risolvano spontaneamente entro pochi giorni senza complicanze, può non essere necessario alcun trattamento farmacologico né sottoporsi all’esame coproparassitologico. Tuttavia, in presenza di gravi sintomi quali diarrea prolungata con muco e/o sangue, può essere richiesto un esame colturale delle feci (coprocoltura), in particolare nei viaggiatori che abbiano sviluppato questi sintomi dopo l’assunzione di cibi o bevande potenzialmente contaminate.  Per stabilire correttamente la diagnosi, l’esame coproparassitologico dovrebbe essere richiesto in associazione ad altri esami (pannello dei patogeni gastrointestinali) volti ad identificare eventuali altri patogeni responsabili della sintomatologia, quali batteri e virus. L’identificazione delle specie microbiche può essere effettuata tramite esami colturali o test immunochimici.

The search for eggs and parasites in the stool (coproparasitological examination) consists of a microscopic evaluation of the stool sample, looking for eggs and/or parasites (O&P) that may be present in the patient’s gastrointestinal tract and cause symptoms such as diarrhea. The digestive system can be infected by numerous parasites (gastrointestinal infections), which are released, together with their eggs, into the feces.  To carry out the examination, a thin layer of feces (fresh or in preservative liquid) is placed on a slide, which is colored and examined under a microscope, in search of parasites and/or their eggs or cysts, i.e. resistant formations in which parasites can be enclosed. Each parasite/egg/cyst is characterized by a peculiar shape, size and internal structure, which allow discrimination between the different species.    Humans can be infected with numerous different parasites. Each type of parasite has its own life cycle and maturation process, and can live in one or more hosts. Some parasites remain for a long time in intermediate (or secondary) hosts, such as sheep, cows or snakes, before infecting the definitive or primary host, humans. Some parasites can instead infect humans in an accidental manner (accidental host). Some parasites are made up of single cells (unicellular), while others have a worm-like appearance (helminths). Many parasites change appearance during the various maturation phases; the most common include the mature form, that of cysts and/or eggs. Some parasites also go through a larval phase, i.e. an intermediate form between the egg stage and the mature form. Eggs are generally more resistant and can remain in the environment for some time without the need for a host, while maintaining infectious capabilities.  Most parasitic gastrointestinal infections are due to the intake of water or food contaminated with eggs. Eggs and parasites released into the feces of infected people or animals can further contaminate water, food, or surfaces, promoting the spread of infection. Contamination is not visible: contaminated water and/or food appear normal. People who come into contact with contaminated water or food may become infected and, in the absence of thorough sanitization (careful hand cleansing and care in food preparation), may spread the parasitic infection.  The most common symptoms associated with a parasitic infection include prolonged diarrhea, with sometimes blood and/or mucus in the stool, abdominal pain, and nausea. Generally, these symptoms persist for days or weeks after exposure. Some people may also develop headaches and fever, while others are asymptomatic.  Diarrhea lasting more than a few days can cause weight loss, dehydration and consequent electrolyte imbalance; these complications are particularly dangerous in children, the elderly and subjects with compromised immune systems. According to the WHO (World Health Organization), diarrheal diseases due to food and water contamination, including those from parasites, are responsible for 1.7 million deaths worldwide every year.  The most common parasites in Europe are unicellular parasites belonging to the species Giardia, Entamoeba histolytica and Cryptosporidium. These parasites are widespread throughout the world, even in the most remote and uncontaminated rivers and lakes, and can contaminate swimming pools, hot tubs and sometimes even public water chains. Giardia predominantly affects children from 1 to 4 years of age and young people from 20 to 40 years of age, due to travel-related habits (contaminated baths, food and drinks) or child care Cryptosporidium is responsible for 50% of outbreaks of water-associated gastrointestinal infections caused by parasites, of which 93% recorded in Europe and North America Entamoeba histolytica is relatively common, but it causes disease in only 10-20% of infected subjects. In many cases, Giardia and Cryptosporidium cysts can survive in contaminated waters for weeks or months, also being resistant to chlorine. Therefore, the number of people infected with these parasites tends to increase during the summer season, when many people engage in multiple outdoor activities such as outings, trekking or swimming, during which they may knowingly or accidentally ingest contaminated water or food.  People who travel to developing countries are more exposed to a wide variety of parasites. In areas with a hot-humid climate and ineffective wastewater treatment, multiple parasites may be present, including a wide range of worm-like parasites, such as flatworms (flatworms), and nematodes (cylindrical worms), including roundworms and hookworms, which they can infect the intestine and other regions of the body. Generally, travelers can become infected by eating food or drink contaminated with the eggs of the parasite, sometimes even by simply ingesting a drink with contaminated ice cubes inside or eating a salad. However, there are also small parasites capable of penetrating through the skin of the feet if the person walks barefoot in contaminated areas.    In the event that these infections resolve spontaneously within a few days without complications, no pharmacological treatment may be necessary or undergo coproparasitological examination. However, in the presence of severe symptoms such as prolonged diarrhoea with mucus and/or blood, a stool culture examination (coproculture) may be required, particularly in travellers who have developed these symptoms after taking potentially contaminated food or drink.  To correctly establish the diagnosis, the coproparasitological examination should be requested in association with other tests (panel of gastrointestinal pathogens) aimed at identifying any other pathogens responsible for the symptoms, such as bacteria and viruses. The identification of microbial species can be done through culture examinations or immunochemical tests.