Il virus del Morbillo e il virus della Parotite sono virus appartenenti alla famiglia dei Paramyxoviridae. Entrambi causano infezioni che generalmente si risolvono spontaneamente entro pochi giorni; tuttavia possono causare talvolta complicanze gravi, motivo per il quale sono stati inseriti all’interno dei protocolli di vaccinazione dell’infanzia (prima dose a 13-15 mesi e seconda dose a 5-6 anni) e dei lavoratori a rischio (operatoriscolastici, operatori sanitari,ecc). In Italia il vaccino è combinato trivalente (morbillo, parotite, rosolia), obbligatorio dall’anno scolastico 2017-2018, fornito gratuitamente secondo la Legge 119 del 31/7/2017 e previsto dal Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale PNPV 2017-2019  Gli esami diagnostici per il morbillo e la parotite comprendono:  i test sierologici per la ricerca di anticorpi IgG e IgM anti-virus del morbillo o della parotite. i metodi molecolari (PCR, polymerasechainreaction classica e real-time) per la ricerca del materiale genetico virale (RNA). Questi metodi possono essere applicati su differenti tipi di campioni.  Allo stato attuale entrambe le malattie sono endemo-epidemiche: sono cioè sempre presenti nella collettività, ma presentano picchi epidemici ogni 3-4 anni legati al fatto che i nuovi nati, quando l’immunità materna è decaduta dopo il parto e l’allattamento, vanno a costituire gradualmente una popolazione di soggetti suscettibili all’infezione. Nel 2010 WHO ha comunicato che “l’eradicazione globale del morbillo è biologicamente, tecnicamente ed operativamente possibile”. L’eradicazione è definita come l’interruzione della trasmissione del morbillo a livello mondiale, in presenza di un sistema di sorveglianza verificato e funzionante. Il vaccino (virus attenuato) è disponibile fin dal 1963 ed il morbillo è una malattia completamente prevenibile con 2 dosi di vaccino. Un tasso di copertura di almeno il 95% della popolazione (sia a livello nazionale che all’interno delle comunità) con 2 dosi è necessario per garantire l’immunità di gregge, in grado di proteggere anche quella porzione di popolazione che non può essere vaccinata per motivi di salute, ed evitare la circolazione della malattia.  Secondo WHO e UNICEF i dati disponibili relativi al 2017 e 2018 indicano una stima della copertura dell’86% dei bambini con la prima dose e del 69% per la seconda, del tutto insufficienti per bloccare la trasmissione. Nel 2017 comunque l’85% dei bambini del mondo ha ricevuto la prima dose di vaccino all’età di un anno (rispetto al 72% di bambini nel 2000). Si stima che nel periodo 2000-2017 la vaccinazione anti morbillo abbia evitato più di 21 milioni di morti, rappresentando pertanto uno dei più efficaci interventi di sanità pubblica. Tale campagna di vaccinazione globale è stata lanciata nel 2001 dalla Measles Initiative, un’iniziativa mondiale nata dalla collaborazione tra WHO, Croce Rossa americana, Unicef, Fondazione delle Nazioni Unite e CDC statunitensi.  Il vaccino è raccomandato anche per tutti i viaggiatori non immuni (di età superiore a 6 mesi) verso un’area in cui il morbillo sta circolando, almeno 15 giorni prima della partenza.  Tuttavia, fin dall’inizio del 2019 l’UNICEF aveva segnalato il preoccupante aumento del numero dei casi di morbillo in tutto il mondo nel 2018 rispetto al 2017 (con 110.000 morti nel mondo), compresi diversi stati che erano stati precedentemente dichiarati “liberi dal morbillo” (measles free) dal WHO. In 10 Stati è stato registrato oltre il 74% dell’incremento totale   (Ucraina, Filippine, Brasile, ecc).In sintesi, a livello globale, l’aumento dei casi di morbillo nel 2018 in 98 Stati nel mondo ha vanificato i progressi finora ottenuti con la vaccinazione contro questa malattia.La situazione è risultata particolarmente preoccupante in Ucraina, con 35.120 casi di morbillo nel 2018 e 24.042 solo nei primi due mesi del 2019,e nelle Filippine, con 15.599 casi nel 2018 e 12.736 casi (con 203 decessi) nei primi due mesi 2019. In Madagascar i casi sono diminuiti drasticamente a seguito di campagne di vaccinazione di emergenza a livello nazionale, dimostrando così l’efficacia della vaccinazione nel porre fine alle epidemie e proteggere la salute. Grandi focolai sono in corso in Angola, Camerun, Ciad, Congo, Kazakistan, Nigeria, Filippine, Sudan del Sud, Sudan e Thailandia.Al 31/7/2019, WHO segnala che il numero di casi di morbillo riportati è il più alto che ci sia stato in ogni anno fin dal 2006, con un numero di casi di quasi 3 volte quelli riportati in tutto il 2018.I sistemi sanitari di molte parti del mondo riscontrano notevoli difficoltà a causa dell’aumento delle forme gravi e dei decessi. Le più grandi epidemie coinvolgono paesi con bassa copertura vaccinale, sia al momento attuale che nel passato, creando in tal modo grandi sacche di persone suscettibili alla malattia. Allo stesso tempo, epidemie protratte si stanno realizzando anche in paesi con alti tassi di copertura vaccinale.

Il fenomeno deriva da disuguaglianze nella copertura vaccinale nelle diverse comunità, aree geografiche, gruppi di età, ecc dovute a mancanza di servizi vaccinali, conflitti, migrazioni, cattiva informazione, scarsa consapevolezza circa il significato delle vaccinazioni.  Essendo il morbillo una malattia estremamente contagiosa, quando un numero sufficiente di persone non immuni è esposto al virus, si ha una diffusione molto rapida.    Gli Stati Uniti, dichiarati “liberi dal morbillo” dal 2000, hanno riportato nel 2018-2019 il più alto numero di casi negli ultimi 25 anni. Nella regione europea WHO ci sono stati più di 90.000 casi riportati nei primi 6 mesi del 2019, rispetto a 84462 casi nell’intero 2018.  Dati globali e stime dei decessi WHO sono disponibili per il 2017: 6.7 milioni di casi e 110.000 morti (prevalentemente bambini con meno di 5 anni), basati su 173.330 casi riportati. Nel 2018 sono stati riportati a WHO 353.236 casi di morbillo. I dati globali e le stime del 2018 saranno rilasciati entro la fine del 2019.  Dal 1/1 al 31/7/2019 182 paesi hanno riportato a WHO 364.808 casi di morbillo (129.239 casi nel 2018 per lo stesso periodo): la regione Africana WHO ha avuto un incremento di casi di 10 volte (900%), la regione Europea di 2 volte (93.890 casi fino a luglio 2019, contro 82.596 casi in tutto il 2018 in 47 su 53 stati) , la regione Est Mediterranea di 1,5 volte, la regione Ovest Pacifico di 3 volte.   Nella regione WHO Europea si è realizzato l’incremento dei casi di morbillo,nonostante nel 2017 fosse stata ottenuta la copertura di quasi il 95% della popolazione a livello nazionale per la prima dose di vaccino e del 90% per la seconda dose. Tuttavia, la disomogeneità dei dati di copertura tra i paesi crea sacche di popolazione suscettibile che non permettono l’interruzione della diffusione del virus. Per questo motivo l’ufficio regionale WHO Europa ha pubblicato un piano strategico di risposta all’emergenza del morbillo nella Regione (Strategic Response Planfor the measles emergency in the WHO European Region, September 2019-December 2020), dopo aver condotto indagini approfondite nei Paesi membri per comprendere quali siano i fattori che agevolano la circolazione del morbillo e aver definito piani di intervento a livello nazionale.

Il CDC Europa ha pubblicato a maggio 2019 un’analisi del rischio per il morbillo (Who is at risk for measles in the EU/EEA? Identifying susceptible groups to close immunity gaps towards measles elimination).I principali aspetti da considerare sono: più di 4,5 milioni di bambini e adolescenti sono ancora suscettibili al morbillo; solo 4 Stati Membri EU/EEA hanno raggiunto il target di copertura del 95% per entrambe le dosi di vaccino; elevata incidenza fra ragazzi e adulti con età media dei casi in aumento: da 10 anni nel 2009-2010 a 17 anni nel 2018-2019, il 35% dei casi si osserva in soggetti con più di 20 anni.Inoltre gli adulti risultano essere il gruppo più colpito in 19 paesi (con maggior gravità dei casi); il 45% delle morti si osserva nei bambini al di sotto di 1 anno e nel 2016-2019 il 43% dei casi di morbillo importati in EU/EEA avevano acquisito l’infezione in un altro paese EU/EEA, generalmente quelli in cui il morbillo era endemico o in cui erano in corso epidemie. La conclusione è che, finché il morbillo continuerà a circolare nella regione, rimarrà il rischio di contrarre la malattia in ogni stato membro.  In Italia, grazie alla legge 119 del 2017, le vaccinazioni obbligatorie nell’infanzia e nell’adolescenza sono diventate 10, tra cui anche il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. L’obiettivo della legge è stato quello di contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013, che ha determinato una copertura vaccinale media al di sotto del 95%. La legge permetterà anche il conseguimento degli obiettivi prioritari del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019 ed il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale. Nel 2018 sono già migliorate per il morbillo sia la copertura per la prima dose,che ha raggiunto il 94,35% (rispetto a 92,38% nel 2017), che per la seconda dose,che ha raggiunto il 90% (rispetto a 85,74% nel 2017). Nonostante l’evidente miglioramento, la copertura risulta ancora al di sotto della soglia del 95%, essenziale per garantire l’immunità di gregge. L’incidenza dei casi per milione di abitanti di morbillo nell’ultimo triennio (dati ISS) si è ridotta: 88,4 nel 2017, che è stato l’anno di picco epidemico con 5.397 casi (età mediana 27 anni), 43,3 nel 2018, con 2.681 casi (età mediana 27 anni), 32 nel 2019 con 1605 casi al 31 ottobre (età mediana 30 anni). Nel 2019 l’86% dei soggetti era non vaccinato al momento del contagio. L’80% dei casi si è verificato in persone tra i 15 e i 64 anni di età. Sono stati segnalati casi sia negli operatori scolastici che negli operatori sanitari: nel 70- 80% dei casi i soggetti non erano vaccinati, anche se avrebbero dovuto esserlo in quanto a rischio (Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019).   Poiché il morbillo e la rosolia colpiscono le stesse fasce di età ed hanno una sintomatologia simile, è clinicamente ed epidemiologicamente corretto, oltre che efficace dal punto di vista dei costi (il vaccino combinato costa meno di 2 euro), effettuare una sorveglianza integrata delle due malattie, come raccomandato anche da WHO con l’iniziativa Morbillo e Rosolia lanciata nel 2001. In Italia sono stati istituiti nel 2013 il Piano Nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita (PNEMoRc) 2010-2015 e nel 2017 la rete MoRoNET (rete di Laboratori accreditati per il morbillo e la rosolia) per rafforzare la sorveglianza del Morbillo e della Rosolia e confermare i casi attraverso indagini di laboratorio: i casi di sospetto morbillo negativi ai test di conferma devono essere sottoposti ai test per la rosolia e i casi di sospetta rosolia negativi ai test di conferma devono essere testati per il morbillo.  Sai il morbillo che la parotite si trasmettono facilmente per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con tosse, starnuti o semplicemente parlando oppure toccando superfici contaminate dal virus e quindi attraverso occhi, naso e bocca. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il virus del morbillo può sopravvivere fino a due ore nell’aria in cui una persona infetta abbia tossito o starnutito. Le persone infette sono contagiose già alcuni giorni prima della comparsa dei sintomi. Il morbillo è una malattia estremamente contagiosa   Il virus infetta le cellule dei polmoni e, dopo un periodo di incubazione variabile da un minimo di 7 ad un massimo di 18 giorni (in media 10), si ha la comparsa di: febbre alta, tosse secca, congiuntivite, fotosensibilità, raffreddore, mal di gola, piccole macchie bianche a livello gengivale, all’altezza dei molari (macchie di Koplik). Dopo 3-4 giorni compare l’eruzione cutanea maculo papulosa, che comincia solitamente dal collo e dal capo per poi diffondersi sul tronco e gli arti (esantema discendente). L’esantema dura 5-6 giorno e scompare, come è iniziato, a cominciare dal collo.  Le complicanze più frequenti sono rappresentate da otite, bronchite, laringite, tracheite, polmonite, diarrea e più raramente encefalite/encefalo mielite (incidenza 1 su 1000). I soggetti a maggior rischio di sviluppare complicanze sono i bambini malnutriti, gli immunodepressi e i soggetti affetti da altre patologia. Il morbillo contratto in gravidanza è associato ad un maggior rischio di complicanze (in particolare polmonite)e mortalità materna. Alcuni studi hanno dimostrato un maggior rischio di aborto spontaneo, morte intrauterina, parto pretermine.   L’infezione in prossimità del parto può aumentare il rischio di morbillo neonatale, gravato da una significativa mortalità.  In Italia il vaccino è combinato (morbillo-parotite-rosolia -MPR). Nel bambino il calendario vaccinale raccomanda la prima dose a 13-15 mesi, la seconda a 5-6 anni. Per gli adolescenti e gli adulti che non sono mai stati vaccinati, sono previste due dosi a distanza di almeno 4 settimane, da effettuare in soggetti a rischio e prima di viaggi in zone endemiche/epidemiche.   E’ inoltre importante verificare lo stato immunitario della donna nei confronti del morbillo in previsione di una gravidanza. In assenza d’immunizzazione verso questa malattia, è opportuno proporre attivamente la vaccinazione con un intervallo di un mese tra le dosi, al di fuori della gravidanza, soprattutto in donne che effettuano lavori a rischio (operatrici scolastiche e sanitarie).  Il virus della parotite è trasmissibile con le stesse modalità indicate per il virus del morbillo. Dopo un periodo di incubazione variabile (12-25 giorni), si sviluppano sintomi simil-influenzali come mal di testa, dolori muscolari e febbre, seguiti dalla caratteristica parotite, che consiste nella tumefazione delle ghiandole salivari parotidee sotto i padiglioni auricolari, dietro l’angolo della mandibola, con dolore durante la masticazione e la deglutizione.   Nei bambini la malattia si risolve in pochi giorni nella maggior parte dei casi. Tra le complicazioni descritte vi sono encefaliti (0,02-0,3%), meningiti (0,5-15%), pancreatite (4%) e danni all’udito.   Una rara complicanza è la perdita dell’udito nei bambini (5 casi su 100.000 malattie): la parotite è infatti la principale causa di sordità neurosensoriale infantile acquisita. L’encefalite porta raramente alla morte, ma si possono avere conseguenze permanenti come paralisi, epilessia, paralisi dei nervi cranici.   Negli adulti le complicanze sono più frequenti. Nel 20-30% dei maschi dopo la pubertà si ha l’insorgenza dell’orchite, una malattia infiammatoria molto dolorosa, caratterizzata dal gonfiore di uno o di entrambi i testicoli. Questa, sebbene raramente, può risolversi in un’atrofia testicolare con conseguente sterilità.Il contagio durante le prime 12 settimane di gravidanza è associato a un’alta percentuale di aborti spontanei (25%), ma non comporta il rischio di malformazioni del feto.   La parotite è una patologia più lieve del morbillo e, nonostante sia più rara di questo, in alcune parti del mondo è ancora endemica. Nel 2016 in Europa sono stati segnalati dal European Surveillance System (TESSy) 14795 casi di parotite di cui 6939 confermati in laboratorio (732 in Italia), con un trend in aumento rispetto al 2014. Il 77% dei casi si sono realizzati in Cecoslovacchia, Polonia, Spagna,Regno Unito. Circa la metà dei casi si è realizzato in soggetti vaccinati, in quanto l’immunità decade dopo un certo periodo.La promozione dell’uso del vaccino combinato per morbillo, parotite e rosolia dovrebbe portare ad una riduzione della circolazione del virus, peraltro non preoccupante, data anche la scarsa gravità della malattia.  La parotite si diffonde prevalentemente in corrispondenza di focolai epidemici che spesso si realizzano in ambienti nei quali le persone stanno a stretto contatto, come scuole, dormitori o gruppi sportivi. Ad esempio, nel 2011-2013 in diversi college degli Stati Uniti si sono sviluppati alcuni piccoli focolai epidemici la cui diffusione all’esterno è stata però limitata.

Measles virus and Mumps virus are viruses belonging to the Paramyxoviridae family. Both cause infections that generally resolve spontaneously within a few days; however, they can sometimes cause serious complications, which is why they have been included within the vaccination protocols of childhood (first dose at 13-15 months and second dose at 5-6 years) and of workers at risk (school workers, healthcare workers, etc.). In Italy, the vaccine is a trivalent combination (measles, mumps, rubella), mandatory since the 2017-2018 school year, provided free of charge according to Law 119 of 31/7/2017 and provided for by the National Plan of Vaccination Prevention PNPV 2017-2019 Diagnostic tests for measles and mumps include: serological tests for the search for IgG and IgM antibodies to the measles or mumps virus. molecular methods (PCR, classic polymerasechainreaction and real-time) for the search for viral genetic material (RNA). These methods can be applied to different types of samples.  At present both diseases are endemic-epidemic: that is, they are always present in the community, but they present epidemic peaks every 3-4 years linked to the fact that newborns, when maternal immunity has decayed after giving birth and breastfeeding, gradually constitute a population of subjects susceptible to infection. In 2010 WHO communicated that “global measles eradication is biologically, technically and operationally possible”. Eradication is defined as the disruption of measles transmission worldwide, in the presence of a verified and functioning surveillance system. The vaccine (attenuated virus) has been available since 1963 and measles is a disease completely preventable with 2 doses of the vaccine. A coverage rate of at least 95% of the population (both nationally and within communities) with 2 doses is necessary to ensure herd immunity, capable of protecting even that portion of the population that cannot be vaccinated for health reasons, and avoid the circulation of the disease.  According to WHO and UNICEF, the available data relating to 2017 and 2018 indicate an estimated coverage of ’86% of children with the first dose and 69% for the second, completely insufficient to block transmission. In 2017, however, ’85% of the world’s children received their first dose of the vaccine at the age of one (compared to 72% of children in 2000). It is estimated that in the period 2000-2017, measles vaccination avoided more than 21 million deaths, thus representing one of the most effective public health interventions. Such a global vaccination campaign was launched in 2001 by the Measles Initiative, a worldwide initiative born out of collaboration between the WHO, the American Red Cross, Unicef, the United Nations Foundation and the US CDC.  The vaccine is also recommended for all non-immune travellers (over 6 months of age) to an area where measles is circulating, at least 15 days before departure.  However, since early 2019 UNICEF had reported the worrying increase in the number of measles cases worldwide in 2018 compared to 2017 (with 110,000 deaths worldwide), including several states that had previously been declared “measles free” (measles free) by the WHO. Over 74 per cent of the total increase was recorded in 10 States.  Ukraine, Philippines, Brazil, etc.).In summary, globally, the increase in measles cases in 2018 in 98 states around the world has undermined the progress achieved so far with vaccination against this disease.The situation was particularly worrying in Ukraine, with 35,120 measles cases in 2018 and 24,042 in the first two months of 2019 alone, and in the Philippines, with 15,599 cases in 2018 and 12,736 cases (with 203 deaths) in the first two months of 2019. In Madagascar, cases fell sharply as a result of nationwide emergency vaccination campaigns, thus demonstrating the effectiveness of vaccination in ending epidemics and protecting health. Large outbreaks are ongoing in Angola, Cameroon, Chad, Congo, Kazakhstan, Nigeria, the Philippines, South Sudan, Sudan and Thailand.As of 7/31/2019, WHO reports that the number of measles cases reported is the highest there has been in every year since 2006, with the number of cases almost 3 times those reported in all of 2018.Health systems in many parts of the world experience considerable difficulties due to the increase in severe forms and deaths. The largest epidemics involve countries with low vaccination coverage, both at present and in the past, thereby creating large pockets of people susceptible to the disease.    At the same time, protracted epidemics are also taking place in countries with high immunization coverage rates.                              communities, geographical areas, age groups, etc. due to lack of vaccination services, conflicts, migrations, bad information, lack of awareness about the meaning of vaccinations.  Since measles is an extremely contagious disease, when a sufficient number of non-immune people are exposed to the virus, it spreads very rapidly.    The United States, declared “measles-free” since 2000, reported the highest number of cases in 2018-2019 in the last 25 years. In the WHO European Region there were more than 90,000 cases reported in the first 6 months of 2019, compared to 84462 cases in the whole of 2018.  Global data and WHO death estimates are available for 2017: 6.7 million cases and 110,000 deaths (predominantly children under 5 years old), based on 173,330 reported cases. In 2018, 353,236 cases of measles were reported to WHO. Global data and estimates for 2018 will be released by the end of 2019.  From 1/1 to 31/7/2019, 182 countries reported 364,808 cases of measles to WHO (129,239 cases in 2018 for the same period): the WHO African region had a 10-fold increase in cases (900%), the European region 2 times (93,890 cases until July 2019, compared to 82,596 cases in all of 2018 in 47 out of 53 states) , the East Mediterranean region 1.5 times, the West Pacific region 3 times.    In the WHO European region, an increase in measles cases was achieved, despite the fact that in 2017 coverage of almost 95% of the population at a national level was obtained for the first dose of vaccine and 90% for the second dose. However, the inhomogeneity of coverage data across countries creates pockets of susceptible population that do not allow disruption of the spread of the virus. For this reason, the WHO Europe regional office has published a strategic response plan to the measles emergency in the Region (Strategic Response Plan for the measures emergency in the WHO European Region, September 2019-December 2020), after having conducted in-depth investigations in member countries to understand what factors facilitate the circulation of measles and have defined intervention plans at a national level.    CDC Europe published a risk analysis for measles in the EU/EEA in May 2019? Identifying susceptible groups to close immunity gaps towards measures elimination).The main aspects to consider are: more than 4.5 million children and adolescents are still susceptible to measles; only 4 EU/EEA Member States have reached the coverage target of 95% for both doses of vaccine; high incidence among children and adults with increasing average age of cases: from 10 years in 2009-2010 to 17 years in 2018-2019, 35% cases are observed in subjects over 20 years of age Furthermore, adults are the most affected group in 19 countries (with greater severity of cases); 45% of deaths are observed in children under 1 year and in 2016-2019 43% of measles cases imported into the EU/EEA had acquired the infection in another EU/EEA country, generally those where measles was endemic or where epidemics were ongoing. The bottom line is that as long as measles continues to circulate in the region, the risk of contracting the disease will remain in every member state.  In Italy, thanks to law 119 of 2017, mandatory vaccinations in childhood and adolescence have become 10, including the vaccine against measles, mumps and rubella. The objective of the law has been to counteract the progressive decline in vaccinations, both mandatory and recommended, in place since 2013, which has resulted in average vaccination coverage below 95%. The law will also allow the achievement of the priority objectives of the National Vaccination Prevention Plan 2017-2019 and compliance with the obligations undertaken at European and international level. In 2018, both the coverage for the first dose, which reached 94.35% (compared to 92.38% in 2017), and for the second dose, which reached 90% (compared to 85, has already improved for measles. 74% in 2017). Despite the obvious improvement, coverage is still below the 95 per cent threshold, which is essential for ensuring herd immunity. The incidence of cases per million inhabitants of measles in the last three years (ISS data) reduced: 88.4 in 2017, which was the epidemic peak year with 5,397 cases (median age 27 years), 43.3 in 2018, with 2,681 cases (median age 27 years), 32 in 2019 with 1605 cases as of October 31 (median age 30 years). In 2019, ’86% of subjects were unvaccinated at the time of infection. L’80% of cases occurred in people between 15 and 64 years of age. Cases have been reported in both school workers and healthcare workers: in 70-80% of cases the subjects were not vaccinated, although they should have been vaccinated as they were at risk (National Vaccination Prevention Plan 2017-2019).  Since measles and rubella affect the same age groups and have similar symptoms, it is clinically and epidemiologically correct, as well as cost-effective (the combined vaccine costs less than 2 euros), to carry out integrated surveillance of the two diseases, as also recommended by WHO with the Measles and Rubella initiative launched in 2001. In Italy, the National Plan for the Elimination of Measles and Congenital Rubella (PNEMoRc) 2010-2015 was established in 2013 and in 2017 the MoRoNET network (network of accredited laboratories for measles and rubella) to strengthen the surveillance of Measles and Rubella and confirm cases through laboratory investigations: cases of suspected measles negative on confirmatory testing should be tested for rubella and cases of suspected rubella negative on confirmatory testing should be tested for measles.  You know measles that mumps are easily transmitted through the air through droplets of saliva emitted by coughing, sneezing or simply talking or touching surfaces contaminated by the virus and then through the eyes, nose and mouth. According to the Centers for Disease Control and Prevention (CDC), the measles virus can survive up to two hours in the air when an infected person has coughed or sneezed. Infected people are contagious already a few days before the onset of symptoms. Measles is an extremely contagious disease.  The virus infects the cells of the lungs and, after an incubation period varying from a minimum of 7 to a maximum of 18 days (on average 10), there is the appearance of: high fever, dry cough, conjunctivitis, photosensitivity, cold, sore throat, small white spots at the gingival level, at the height of the molars (Koplik spots). After 3-4 days, the papular maculo rash appears, usually starting from the neck and head and then spreading to the trunk and limbs (descending rash). The rash lasts 5-6 days and disappears, as it began, starting with the neck.  The most frequent complications are represented by otitis, bronchitis, laryngitis, tracheitis, pneumonia, diarrhea and more rarely encephalitis/encephalon myelitis (incidence 1 in 1000). The subjects at greatest risk of developing complications are malnourished children, immunosuppressed people and subjects suffering from other pathologies. Measles contracted during pregnancy is associated with a greater risk of complications (particularly pneumonia) and maternal mortality. Some studies have shown a greater risk of miscarriage, intrauterine death, preterm birth.   Infection near delivery may increase the risk of neonatal measles, burdened by significant mortality.  In Italy the vaccine is combined (measles-mumps-rubella -MPR). In children, the vaccination calendar recommends the first dose at 13-15 months, the second at 5-6 years. For adolescents and adults who have never been vaccinated, two doses are scheduled at least 4 weeks apart, to be carried out in subjects at risk and before travel to endemic/epidemic areas.  E’it is also important to check the woman’s immune status towards measles in anticipation of pregnancy. In the absence of immunization to this disease, it is advisable to actively propose vaccination with an interval of one month between doses, outside of pregnancy, especially in women who perform risky work (school and health workers).  The mumps virus is transmissible in the same way as for the measles virus. After a variable incubation period (12-25 days), flu-like symptoms such as headache, muscle aches and fever develop, followed by the characteristic mumps, which consists of swelling of the parotid salivary glands under the auricles, around the corner of the jaw, with pain when chewing and swallowing.   In children the disease resolves within a few days in most cases. Among the described complications are encephalitis (0.02-0.3%), meningitis (0.5-15%), pancreatitis (4%), and hearing damage.  A rare complication is hearing loss in children (5 cases per 100,000 diseases): mumps is in fact the main cause of acquired childhood sensorineural deafness. Encephalitis rarely leads to death, but permanent consequences such as paralysis, epilepsy, cranial nerve palsy can occur.   In adults, complications are more frequent. In 20-30% of males after puberty there is an onset of orchitis, a very painful inflammatory disease, characterized by swelling of one or both testicles. This, although rarely, can result in testicular atrophy resulting in sterility Contagion during the first 12 weeks of pregnancy is associated with a high percentage of miscarriages (25%), but does not carry the risk of malformations of the fetus.   Mumps is a milder condition than measles and, although it is rarer than this, it is still endemic in some parts of the world. In 2016, 14,795 cases of mumps were reported by the European Surveillance System (TESSy) in Europe, of which 6,939 were confirmed in the laboratory (732 in Italy), with an increasing trend compared to 2014. 77% of cases occurred in Czechoslovakia, Poland, Spain and the United Kingdom. About half of the cases occurred in vaccinated subjects, as immunity lapses after a certain period.The promotion of the use of the combined vaccine for measles, mumps and rubella should lead to a reduction in the circulation of the virus, which is not worrying, also given the low severity of the disease.  Mumps spreads mainly during epidemic outbreaks which often occur in environments where people are in close contact, such as schools, dormitories or sports groups. For example, in 2011 – 2013 a number of small epidemic outbreaks developed in several colleges in the United States but were limited in their spread outside.