La toxoplasmosi è un’infezione causata da un parassita chiamato Toxoplasma gondii. Gli esami possono essere di tipo sierologico o molecolare. Il test sierologico rileva gli anticorpi prodotti in risposta all’infezione e, sulla base del tipo di anticorpi presenti (IgM o IgG), l’infezione può essere identificata come attiva o pregressa. Il test molecolare rileva il materiale genetico (DNA) del parassita presente nel circolo ematico e identifica un’infezione acuta.    T. gondii è un parassita non visibile ad occhio nudo. Nella maggior parte delle persone l’infezione è asintomatica o determina solo la comparsa di lievi sintomi para-influenzali. Tuttavia, il parassita può causare gravi complicanze nelle persone immunocompromesse o nel caso in cui infetti donne in gravidanza che possono quindi trasmettere l’infezione al feto.   T. gondii è molto comune. È diffuso in tutto il mondo e in alcuni paesi si stima che abbia infettato addirittura il 95% della popolazione. In generale la percentuale di persone sieropositive per la toxoplasmosi è molto variabile, con valori che variano dal 3 al 70%. In Italia è stato stimato che circa il 60% delle donne che affrontano una gravidanza sono sieronegative per la malattia. Questo è dovuto al miglioramento della conservazione e del trattamento degli alimenti.   L’infezione può essere contratta tramite:

  • L’ingestione di acqua contaminata
  • L’ingestione di cibo contaminato, in modo particolare nel caso di carne cruda (maiale, cervo, agnello) o poco cotta
  • Ingestione di frutta e verdura non correttamente lavate e cresciute in un terreno contaminato
  • Manipolazione della terra di orti e giardini dove animali infetti possono aver defecato
  • Ingestione di latte non pastorizzato
  • Manipolazione delle lettiere dei gatti (soprattutto i gatti randagi o abituati ad uscire, che possono quindi aver mangiato uccelli o roditori infetti)
  • Gioco in sabbiere contaminate Trasmissione materno-fetale
  • Raramente, tramite il trapianto d’organo o trasfusione di sangue.

L’ospite definitivo di T. gondii è il gatto, il quale si infetta mangiando uccelli, roditori o carne cruda infetta. T. gondii si replica e forma delle oocisti. Durante un’infezione attiva, milioni di microscopiche oocisti possono essere rilasciate nelle feci del gatto per diverse settimane. Le oocisti diventano infettive nel giro di un paio di giorni e rimangono tali per alcuni mesi. In altri ospiti, inclusi gli esseri umani, T. gondii completa solo una parte del suo ciclo vitale e forma cisti inattive nei muscoli, nell’encefalo e negli occhi. Il sistema immunitario dell’ospite riconosce queste cisti inattive e protegge l’organismo da ulteriori infezioni. Lo stato di quiescenza delle cisti può perdurare per tutto il corso della vita del soggetto, a patto che non vi sia compromissione del sistema immunitario.    Un’infezione o una riattivazione di T. gondii in persone immunocompromesse, come i pazienti affetti da HIV/AIDS, coloro ai quali viene somministrata chemioterapia, che abbiano subito di recente un trapianto d’organo o che assumano farmaci immunosoppressori, può comportare lo sviluppo di sintomi e complicanze significative. Possono essere interessati il sistema nervoso e gli occhi, causando cefalea, convulsioni, stato confusionale, febbre, encefalite, perdita di coordinazione e visione offuscata.    Nel caso di donne in gravidanza con una infezione attiva, le possibilità di trasmissione materno- fetale è del 30-40%. Se l’infezione congenita interessa le prime settimane di gravidanza, allora può comportare aborto, morte intrauterina o anche lo sviluppo di gravi complicanze nel neonato, incluso ritardo mentale, convulsioni, cecità ed epatosplenomegalia. Molti bambini infetti, in particolare quelli esposti durante le ultime settimane di gravidanza, possono apparire normali alla nascita ma sviluppare sintomi tardivi come gravi infezioni agli occhi, perdita

 

Toxoplasmosis is an infection caused by a parasite called Toxoplasma gondii. Tests can be serological or molecular. The serological test detects antibodies produced in response to the infection and, based on the type of antibodies present (IgM or IgG), the infection can be identified as active or past. The molecular test detects the genetic material (DNA) of the parasite present in the bloodstream and identifies an acute infection. T. gondii is a parasite not visible to the naked eye. In most people, the infection is asymptomatic or only causes mild flu-like symptoms. However, the parasite can cause severe complications in immunocompromised individuals or in cases where it infects pregnant women who can then transmit the infection to the fetus. T. gondii is very common. It is widespread worldwide, and in some countries, it is estimated to have infected as much as 95% of the population. Generally, the percentage of people who are seropositive for toxoplasmosis varies widely, with values ranging from 3% to 70%. In Italy, it has been estimated that about 60% of women facing pregnancy are seronegative for the disease. This is due to improvements in food preservation and treatment. The infection can be contracted through:

  • Ingestion of contaminated water
  • Ingestion of contaminated food, particularly in the case of raw (pork, venison, lamb) or undercooked meat
  • Ingestion of improperly washed fruits and vegetables grown in contaminated soil
  • Handling soil from gardens and yards where infected animals may have defecated
  • Ingestion of unpasteurized milk
  • Handling cat litter (especially from stray or outdoor cats, which may have eaten infected birds or rodents)
  • Playing in contaminated sandboxes
  • Maternal-fetal transmission
  • Rarely, through organ transplantation or blood transfusion.

The definitive host of T. gondii is the cat, which becomes infected by eating infected birds, rodents, or raw meat. T. gondii replicates and forms oocysts. During an active infection, millions of microscopic oocysts can be released in the cat’s feces for several weeks. The oocysts become infectious within a couple of days and remain so for several months. In other hosts, including humans, T. gondii only completes part of its life cycle and forms inactive cysts in muscles, the brain, and the eyes. The host’s immune system recognizes these inactive cysts and protects the organism from further infections. The dormant state of the cysts can last throughout the host’s life, provided there is no compromise of the immune system. An infection or reactivation of T. gondii in immunocompromised individuals, such as patients with HIV/AIDS, those undergoing chemotherapy, those who have recently had an organ transplant, or those taking immunosuppressive drugs, can lead to the development of significant symptoms and complications. The nervous system and eyes may be affected, causing headaches, seizures, confusion, fever, encephalitis, loss of coordination, and blurred vision. In the case of pregnant women with an active infection, the chances of maternal-fetal transmission are 30-40%. If congenital infection occurs in the first weeks of pregnancy, it can lead to miscarriage, intrauterine death, or even the development of severe complications in the newborn, including mental retardation, seizures, blindness, and hepatosplenomegaly. Many infected children, particularly those exposed during the last weeks of pregnancy, may appear normal at birth but develop late symptoms such as severe eye infections, loss of vision.