Le troponine sono una famiglia di proteine presenti nei muscoli scheletrico e cardiaco (miocardio), implicate nel meccanismo di contrazione muscolare. I test delle troponine misurano la concentrazione nel sangue delle troponine cardiache (specifiche del cuore) come supporto alla diagnosi di danno cardiaco. Nel muscolo (sia cardiaco che scheletrico), le troponine sono associate a formare il complesso troponinico. Il complesso troponinico è costituito da 3 subunità: troponina C (legante il calcio), troponina T (legante la tropomiosina) e troponina I (inibitoria). L’aumento della concentrazione di calcio permette l’innesco della contrazione muscolare, tramite il suo legame alla troponina C. Questo legame causa l’allontanamento della troponina I e l’interazione delle proteine che muovono le fibre muscolari. La troponina T, ancora il complesso delle troponine alla fibra muscolare. Le isoforme di troponina C scheletrica e cardiaca sono quasi identiche, mentre le isoforme di troponina I e T cardiache (cTnT, cTnI) hanno caratteristiche peculiari rispetto alle isoforme scheletriche, dalle quali possono essere facilmente differenziate con metodiche appropriate. La misura della concentrazione ematica della cTnT e/o cTnI fornisce informazioni circa la presenza di un possibile danno al miocardio (il muscolo cardiaco).
La troponina, presente in condizioni fisiologiche in quantità non misurabili nel sangue, viene rilasciata nel circolo ematico in seguito a danno cardiaco: maggiore è il danno, più è alta la concentrazione di troponina rilasciata nel sangue. Il test della troponina è utile nella diagnosi di infarto miocardico acuto (IMA) ma può essere utile anche nella valutazione di altre forme di danno al miocardio e per la valutazione del rischio cardiovascolare, soprattutto nei soggetti con età > 55 anni con co-morbidità (come diabete, obesità, insufficienza renale, malattie dell’apparato respiratorio). La diffusione, relativamente recente, dei metodi per la misura della troponina ad elevata sensibilità (metodi hs-cTn) ha comportato l’introduzione di modifiche essenziali nei protocolli diagnostici. La misura ad elevata sensibilità per la troponina I (hs-cTnI) e T (hs-cTnT) consente la diagnosi precoce di IMA e sindrome coronarica acuta, ma può risultare alterata anche in presenza di angina e in persone asintomatiche. L’aumento dei livelli circolanti di hs-cTnI e hs-cTnT in questa categoria di pazienti indica un rischio aumentato di futuri episodi cardiaci. La sindrome coronarica acuta (SCA) è un termine che descrive diverse condizioni che riducono il flusso sanguigno al cuore e che possono causare IMA ed angina instabile. Sintomi tipici dell’angina sono dolore al petto, senso di malessere o di oppressione. In corso d’infarto, i livelli circolanti di hs-cTnI e hs-cTnT aumentano alcuni minuti dal danno e possono rimanere elevate per più giorni (mediamente 5-7). I test per la misura di hs-cTnI e hs-cTnT sono così sensibili che consentono di rilevare delle alterazioni significative nella concentrazione del biomarcatore già dopo un’ora dall’inizio della sintomatologia anginosa.
Troponins are a family of proteins found in skeletal and cardiac muscles (myocardium), implicated in the mechanism of muscle contraction. Troponin tests measure the blood concentration of cardiac troponins (heart-specific) to support the diagnosis of heart damage. In muscle (both cardiac and skeletal), troponins are associated with forming the troponin complex. The troponin complex consists of 3 subunits: troponin C (calcium binding), troponin T (tropomyosin binding) and troponin I (inhibitory). The increase in calcium concentration allows the triggering of muscle contraction, via its binding to troponin C. This binding causes troponin I to move away and muscle fiber-moving proteins to interact. Troponin T, again the troponin complex at the muscle fiber. The skeletal and cardiac troponin C isoforms are almost identical, while the cardiac troponin I and T isoforms (cTnT, cTnI) have peculiar characteristics compared to the skeletal isoforms, from which they can be easily differentiated with appropriate methods. Measuring the blood concentration of cTnT and/or cTnI provides information about the presence of possible damage to the myocardium (the heart muscle). Troponin, present in physiological conditions in non-measurable quantities in the blood, is released into the bloodstream following cardiac damage: the greater the damage, the higher the concentration of troponin released into the blood. The troponin test is useful in the diagnosis of acute myocardial infarction (AMI) but can also be useful in the evaluation of other forms of damage to the myocardium and for the evaluation of cardiovascular risk, especially in subjects aged > 55 years with co-morbidity (such as diabetes, obesity, renal failure, respiratory system diseases). The relatively recent spread of methods for measuring troponin with high sensitivity (hs-cTn methods) has led to the introduction of essential changes in diagnostic protocols. The highly sensitive measure for troponin I (hs-cTnI) and T (hs-cTnT) allows the early diagnosis of AMI and acute coronary syndrome, but can also be altered in the presence of angina and in asymptomatic people. The increase in circulating hs-cTnI and hs-cTnT levels in this category of patients indicates an increased risk of future cardiac episodes. Acute coronary syndrome (ACS) is a term that describes several conditions that reduce blood flow to the heart and can cause AMI and unstable angina. Typical symptoms of angina are chest pain, feeling sick or tight. In the course of a heart attack, circulating levels of hs-cTnI and hs-cTnT increase a few minutes from the damage and may remain elevated for several days (average 5-7). The tests for the measurement of hs-cTnI and hs-cTnT are so sensitive that they allow the detection of significant alterations in the concentration of the biomarker already one hour after the onset of anginal symptoms.
