La tiroide è una piccola ghiandola posta nella parte anteriore del collo ed è costituita da due lobi, uno destro e uno sinistro, uniti tra loro da uno stretto ponte, un istmo. Normalmente in un adulto pesa circa 20 g. Si riesce a percepirla toccandosi le cartilagini presenti nella parte anteriore del collo e deglutendo. Essendo una ghiandola a secrezione interna produce ormoni che sono a base di tirosina: la tetra-iodotironina (T3), costituita da 3 atomi di iodio, prodotta dalle cellule follicolari; la tiroxina (T4), costituita da 4 atomi di iodio, prodotta dalle cellule C o parafollicolari, che si trovano cioè all’esterno dei follicoli. Attraverso questi ormoni T4 e T3, la tiroide controlla molte fondamentali funzioni del corpo, in particolare metabolismo, respirazione, battito cardiaco, temperatura corporea, sviluppo del sistema nervoso centrale, accrescimento corporeo. La tiroide produce anche la calcitonina, con cui controlla anche il livello di calcio nel sangue. F unzione essenziale per evitare spasmi muscolari o malfunzionamenti nell’attività elettrica del cuore. Questa ghiandola controlla gran parte delle funzioni del nostro organismo, ed è quindi chiaro che un suo malfunzionamento possa portare a molti problemi che è bene conoscere proprio per la diffusione abbastanza ampia che possono avere.
Ipertiroidismo L’ipertiroidismo è la condizione clinica caratterizzata da un aumento di ormoni tiroidei circolanti nell’organismo, mentre l’ipotiroidismo riflette la condizione opposta, essendo caratterizzato da un’insufficiente o carente azione degli ormoni T3 e T4 a livello dei tessuti. L’ipertiroidismo viene definito come primitivo, in quanto causato da malattie della tiroide, ma esiste anche un ipertiroidismo secondario e uno terziario. Quello primitivo dipende da patologie che incrementano l’attività della ghiandola, come la malattia di Basedow o il morbo di Graves che ha origine autoimmune, l’adenoma iperfunzionante. L’ipertiroidismo secondario dipende da un eccesso di produzione del Tsh, ormone ipofisario che stimola la tiroide, di solito dovuto a tumore ipofisario. Quello terziario è l’espressione di un eccesso di produzione dell’ormone ipotalamico Trh. Al di là delle cause, l’ipertiroidismo provoca aumento del consumo di ossigeno con conseguente incremento nell’attività cardiaca, nella produzione di calore, nel catabolismo e nell’irritabilità del sistema nervoso.
Ipotiroidismo Anche l’ipotiroidismo può avere origini primarie o secondarie. Quello primitivo può dipendere da alterazioni che riducono l’attività della tiroide, come atrofia idiopatica, carenza di iodio nella dieta o tiroidectomia, cioè asportazione chirurgica della tiroide. Mentre quello secondario è di solito dovuto a carenza degli ormoni che regolano la ghiandola. A causa di patologie ipotalamiche e/o ipofisarie, per esempio neoplasie e interventi chirurgici. I sintomi dell’ipotiroidismo sono anche legati all’età. Se avviene durante lo sviluppo fetale porta a grave insufficienza mentale detta cretinismo, mentre in giovane età provoca una ridotta crescita in altezza e un rallentamento dello sviluppo sessuale nella pubertà. Nell’adulto invece è causa di mixedema, caratterizzato da vari sintomi come: esoftalmo (anormale sporgenza del globo oculare dalle orbite, ndr), gonfiore alle gambe, ispessimento della pelle, stanchezza ricorrente, pelle secca, alterazioni dell’umore, crampi muscolari, calo del desiderio sessuale, ipertensione, bradicardia. L’ipotiroidismo, se non adeguatamente trattato, porta spesso a un aumento del peso corporeo.
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